decisoni importanti prese in Puglia/2

Finché nel mondo esisteranno la focaccia con i pomodorini e i taralli alla cipolla la magrezza resterà solo un’utopia.

Per limitare i danni potrei rifugiarmi in un centro benessere dove depurarmi con infusi e centrifughe, farmi spalmare di fanghi e sali del Mar Morto, massaggiare con oli ayurvedici, nutrire con verdure biologiche al vapore.

Sì, ho deciso: domani vado in un centro benessere, intanto ‘spetta che finisco i taralli che sprecare il cibo è una cosa brutta.

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gente famosa per la sua proverbiale forza di volontà

Ieri ho fatto una specie di voto per cui per tutta la mattina mi son ripetuta che avrei mangiato solo frutta e verdura. Prima di andare in palestra infatti ho sbocconcellato con voluttà (la voluttà indotta dalla convinzione) una banana e mi sono sentita bene, in forma e con la giusta dose di energia per affrontare l’ora di ginnastica. Uscita dalla palestra tutta fiera del mio proposito sono tornata a casa con l’idea di farmi una terrina di insalata e carote, al limite due ceci che tecnicamente non sono una verdura ma per praticità d’intenti avrei senz’altro considerato tali.

Sul tavolo della cucina (ero sola in casa) ho trovato un sacchetto di pane fresco e un biglietto: “Fatti un panino con l’Asiago e il San Daniele”.

Quindi poi mi son mangiata anche un dolcetto con il caffè.

il ruolo dell’amicizia nella legge di gravitazione universale delle particelle di grasso

Quando ti trovi la domenica mattina a far colazione con la tisana allo zenzero ti fai delle domande esistenziali. Per esempio ti domandi Ma perché?

Io, dopo un anno e mezzo di studi approfonditi sulla questione, un anno in cui ho raccolto dati con metodo scientifico, in cui non mi sono risparmiata investendo tempo ed energia nella sperimentazione diretta, in cui ho rischiato sulla mia pelle le conseguenze dell’esperienza empirica, ho finalmente trovato la risposta.
L’evidenza dimostra che indipendentemente dal numero degli individui coinvolti; dal sesso, dall’età, dalle convinzioni politiche o religiose degli stessi; dalla collocazione geografica (latitudine, longitudine, altezza sul livello del mare) del luogo deputato all’esperimento; dall’orario della prova con o senza ora legale: l’amicizia è una bolla di grasso.

Numerosi tentativi di smentire questo principio sono stati affrontati con coraggio dalla sottoscritta per pura ricerca di verità scientifica, in Italia ma anche all’estero, nelle più svariate condizioni ambientali di caldo e di freddo, di secco e di umido, con o senza la neve; prendendo in considerazione abitudini locali, tradizioni degli indigeni (toscani, marchigiani, piemontesi, sardi, lombardi, veneti, romagnoli, pugliesi e quant’altro: la varietà dei dati mi sembrava fondamentale per la ricerca), magrezza o sovrappeso dei commensali.
Alla fine ho dovuto arrendermi e formulare la mia legge universale per cui in qualunque momento luogo o condizione ci si trovi, quando si sta bene insieme si mangia. Troppo. Con eccessiva spensieratezza. Come se non ci fosse un domani (cit.)

La fetta di pancetta e il suo accessorio gnocco fritto che stazionano da quattordici ore sul fondo della mia cavità gastrica non hanno in alcun modo influenzato l’elaborazione della suddetta legge.

apologia del grasso saturo e altre amenità

Adesso voi ditemi se con una giornata così uno non abbia il diritto di desiderare di chiudersi in casa, con il gatto sulle ginocchia, lo scialletto sulle spalle come nonna Abelarda, le pantofole di lana cotta che così i piedi stanno caldi anche se non è più stagione di riscaldamento acceso; anche se di riscaldamento acceso ci sarebbe tanto bisogno, col 99% di umidità che dopo due giorni ti è arrivata praticamente al midollo e cominci ad avvertire quei dolorini che a vent’anni no che non ce li avevi; che con una giornata così a me mi vien voglia da una parte di mettere su il brodo e dall’altra di strafogarmi di grassi saturi, o di fare la pasta per la pizza fritta: fritta, capito? Ché il carboidrato da solo non basta per contenere questo malumore metereopatico qui; il carboidrato bisogna condirlo adeguatamente affinché diventi una bomba calorica che tramortisca il metabolismo e insieme rincoglionisca anche il cervello, che altrimenti l’unica cosa che avverte è la tristezza di una giornata che come se non bastasse anche il tuo oroscopo è un’indecenza, e guarda caso oggi l’hai ascoltato anche se non lo fai quasi mai e proprio oggi ti dicono che la tua giornata non sarà ‘sto granché. Grazie, ci dovevi essere tu, oroscopista, a dirmelo: ma che giornata vuoi che sia, questa, che pare metà novembre, che anche il gatto è isterico, che alle 8 è già uscito ed entrato trenta volte perché non sa neanche lui cosa vuole, gli piacerebbe uscire ma gli fa schifo l’acqua.

E insomma io son quasi sicura che voi che venite a leggere oggi pensate anch’io voglio il gatto, lo scialletto, il brodo di gallina, i grassi saturi, anche qualche coccola ci starebbe bene e invece vedi che palle: uno deve lavorare, guidare in mezzo al traffico, fare la spesa e uscire coi sacchetti l’ombrello le chiavi nella borsa insomma un casino; o andare a prendere i bambini a scuola e schivare le pozzanghere; e comunque anche se non deve fare niente di tutto ciò ha comunque da sopportare gente altrettanto abbruttita dal malumore.

Allora vi propongo il mio esercizio yoga di stamattina: immaginate una tazza di tè caldo e vicino un piattino con il vostro dolce preferito, il mio lo sanno tutti che è il tronchetto al cioccolato, una mattonella burrosa e cioccolatosa che pare fatta apposta per sciogliere la negatività; per il momento me lo immagino solo, ma prometto che il mio esercizio yoga del pomeriggio sarà mangiarmelo, il tronchetto al cioccolato, con intenzionale voluttà, senza pensare alla scalata del colesterolo nelle mie arterie né all’apporto calorico del tutto superfluo ma proprio per questo, oggi, assolutamente necessario.
Vi consiglio di fare lo stesso: che sia una sacher, una millefoglie, un bigné è del tutto indifferente. Basta che faccia godere in modo appropriato: i biscotti secchi, ovviamente, nell’esercizio yoga non sono contemplati; sono bene accetti i biscotti danesi al burro. Per gli amanti del salato propongo cose deliziosamente insalubri tipo supplì, arancino, panzerotto, gnocco fritto.

Lo so, lo so: state già meglio, vero?

 

poi a un certo punto trovi queste cose qui e ti senti un po’ una merda, tu e il tuo malumore