un argomento scomodo di cui ho urgenza di parlare

Io sono quella che il più delle volte esce di casa conciata come una zingara, che si trucca come capita e qualche volta non si trucca affatto, più che altro per pigrizia; che si depila con dei contorsionismi degni del Circo Togni con un silk épil degli anni novanta e va dal parrucchiere quando proprio non ne può più fare a meno; che le rare volte in cui si mette lo smalto alle unghie poi lo smalto decide di andarsene di sua spontanea volontà perchè sa che è inutile aspettarsi quella che sarebbe una logica passata di acetone.

La mia discreta sciatteria, di cui non mi faccio un vanto ma che ritengo una peculiarità innata e difficilmente superabile alla mia età, mi porta a riconoscere e studiare con una certa curiosità antropologica le donne sempre curate nei minimi dettagli, quelle che probabilmente sono affezionate alla loro estetista più che alla loro mamma; che non saprai mai se hanno i capelli lisci o ricci perché escono solo se perfettamente piastrate; che non capisci se stanno andando a fare la spesa alla coop o se stanno correndo a fare un servizio fotografico per Vogue.

Quello che non capisco (e qui vengo al dunque) è perché nessuno spiega a queste donne (non tutte ma tante, troppe) il problema delle sopracciglia.

Le sopracciglia sono come gli occhi, o il naso, o la bocca: secondo me ognuno deve avere le sue. Si possono, all’occorrenza, sfoltire, riordinare, armonizzare con colpi di pinzetta o filo o microceretta (professionali o fai da te) ben assestati, mantenendo l’equilibrio con gli occhi e il viso, senza snaturarle.

La tendenza del momento invece è il sopracciglio universale-arcuato-assottigliato senza personalità alcuna, come se ad ogni faccia potesse adattarsi quello che sarà pure l’ideale canonico di perfezione soppraccigliare ma che risulta più falso di un disegno a pennarello su una bambola di plastica.

Io vi prego, donne di strabiliante disciplina estetica, donne senza ricrescita di pelo, donne dalla pelle di seta, dalle unghie sempre della lunghezza giusta e con la perfetta tonalità di smalto, dalla piega inappuntabile anche a ferragosto sotto il solleone o a novembre con il diluvio universale: chiedete alle vostre estetiste che vi lascino un ricordo delle vostre sopracciglia.

Così sembrerete almeno vere.

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cose di magia per principianti

Nei giorni di festa, le domeniche o i sabati o i ferragosti, puoi far succedere una cosa bellissima, se vuoi.

Basta che appena sveglio, magari dopo aver bevuto un caffè – se il caffè ti piace – tu decida di continuare a poltrire un po’ a letto – o su una sdraio in terrazza se hai una terrazza, oppure anche sul divano, magari davanti a una finestra aperta sul giardino o sul mare, se sei fortunato – per leggere qualche pagina di un libro che ti sta piacendo, prima di dedicarti alle attività che avevi in programma (stirare, tagliare l’erba, andare in piscina o al lago: quello con cui vorresti riempire la giornata).
Può capitare che mentre leggi tu ti renda conto che non hai voglia di smettere, e che le cose con cui vuoi riempire la giornata improvvisamente possono aspettare, perché tu, quello che desideri adesso, è di andare avanti con la storia. E infatti decidi di continuare a leggere finché non sei stanco, o più probabilmente finché il libro non è finito, e solo allora cominci la giornata.

Poi capita che per tutto il giorno ti porti a zonzo le parole con cui ti sei riempito il risveglio, come un piccolo segreto.