come in ogni resurrezione che si rispetti

E poi, dopo tre giorni, come in ogni resurrezione che si rispetti, anch’io alla fine torno a nuova vita.

Soffro di emicrania e ogni volta, allo scadere del terzo giorno – quando improvvisamente il dolore comincia a sollevarsi dalla mia testa e nel giro di qualche ora mi lascia leggera, ancora un po’ intontita ma libera dalla morsa che mi ha costretta a 72 ore di morte apparente, accartocciata su me stessa tra il divano e il letto, in penombra a contare i minuti – non riesco a impedirmi di pensare che la scomparsa del dolore sia la forma di piacere più grande che si possa provare.

Forse è una magra consolazione, oppure è un tentativo inconscio di trovare un’utilità (anche se certamente non uno scopo) a una cosa che apparentemente utilità non ne ha e, anzi, rende impossibile qualunque attività quotidiana.

Forse sono pazza però la percezione chiara della mia vita di nuovo integra e fluida oggi mi sembra una cosa bella di per sé. Bisogna approfittarne: gli occhi aperti, il respiro lungo, la pelle distesa.

Annunci