come capire che stagione è dal profumo delle cose che mangi

L’ho deciso oggi, il modo per sapere con certezza se l’estate è finita o no.
Perché nelle stagioni mezze succede così, che si è un po’ di qua e un po’ di là, se un giorno piove credi che sia autunno inoltrato, se l’indomani fa bello ridiventa estate piena: noi ci fidiamo ciecamente del calendario e quindi il caldo estivo dopo il 21 settembre non lo capiamo tanto bene. Magari ci piace ma non lo capiamo.

Ordunque: se il pomodoro sa ancora di pomodoro e il basilico sul balcone ha le foglie; se a pranzo vai in sollucchero all’idea di mangiarti prima con gli occhi poi col naso e alla fine con la bocca quel tripudio di estate che è la caprese intesa come tipo di insalata fatta col pomodoro e la mozzarella e il basilico: allora non è ancora autunno. È quasi, ma non del tutto, autunno.

L’autunno comincia quando il vero profumo dell’estate, quello del pomodoro, finisce, e nei banchi di verdura cominci a trovare quei pomodori fatti di  nulla che odorano di roba verde incomprensibile cruda e insulsa e non hanno motivo di esistere.
Probabilmente quel giorno sarà domani ma oggi, ancora, no.

(io poi quelli che comprano i pomodori fuori stagione, tipo in dicembre, non li capirò mai. Ma ne parliamo un’altra volta)

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estate/mattina

Ero qui, in giardino, a rimandare l’inizio della giornata: c’è chi al posto mio si sarebbe affrettato, cercando di sfruttare i minuti di mattina non ancora rapiti dalla calura. Io invece ho pensato che all’ombra, in giardino, si stava così bene, e quei minuti di star bene erano preziosi, forse gli unici in tutta la giornata in cui si poteva pensare Ma che bene che si sta: l’aria era immobile ma non ancora incandescente. Allora ciondolavo, tra il caffè e una chiacchiera, a prendermi quello star bene e farne scorta per gli altri momenti, quelli da sudare e far fatica anche solo a respirare. Pensavo che tanto poi il caldo aveva tempo di stroncarmi comunque, anche se io, puta caso, avessi riordinato la cucina senza grondare.
E quando è arrivato un alito di vento, generoso, ho pensato che se fossi stata a riordinare la cucina non l’avrei sentito, e magari aliti di vento così non ce ne sarebbero stati altri per tutto il giorno, comunque non con queste condizioni di ombra e parvenza di fresco, e che quindi avevo fatto proprio bene, a non addomesticare la pigrizia.