oro argento e cynar

A me succedono dei momenti, delle persone, dei luoghi che mentre li vivi un po’ ti riempiono e un po’ ti svuotano. Ti riempiono di voci e luce e rilassatezza, ti svuotano della capacità di raccontarli.
Fortuna che spesso ci son quelli che fanno le foto, io foto non ne faccio perché sono infilata dentro a un pezzo di vita.
Fortuna che ci sono quelli che poi son capaci di parlarne, serve a quelli a corto di parole.
Fortuna che c’è il taccuino che conserva a imperitura memoria le cose che non vuoi perdere: lo apri ed esce il profumo dell’acquacotta, il buio della faggeta di notte e il rumore del vento quando si sta zitti.

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è mezzanotte e a me, un titolo, non mi viene

Tipo che io alla Silvia qualche tempo fa pensavo che per il suo 41esimo 31esimo compleanno volevo augurarle magari di trovare il fidanzato che si meritava, uno che per esempio per la sua festa la portasse a Milano, che lo sanno tutti che Milano è la città degli innamorati.

E insomma, adesso che compie gli anni e ha un fidanzato che la porta a Milano per farle un regalo io non so più cosa augurarle: magari di divertirsi, a Milano, anche per me. E anche, se ci riesce, di tenersi stretto il fidanzato, che gente così amante di Milano non se ne trova tanta, in giro.

estate/mattina

Ero qui, in giardino, a rimandare l’inizio della giornata: c’è chi al posto mio si sarebbe affrettato, cercando di sfruttare i minuti di mattina non ancora rapiti dalla calura. Io invece ho pensato che all’ombra, in giardino, si stava così bene, e quei minuti di star bene erano preziosi, forse gli unici in tutta la giornata in cui si poteva pensare Ma che bene che si sta: l’aria era immobile ma non ancora incandescente. Allora ciondolavo, tra il caffè e una chiacchiera, a prendermi quello star bene e farne scorta per gli altri momenti, quelli da sudare e far fatica anche solo a respirare. Pensavo che tanto poi il caldo aveva tempo di stroncarmi comunque, anche se io, puta caso, avessi riordinato la cucina senza grondare.
E quando è arrivato un alito di vento, generoso, ho pensato che se fossi stata a riordinare la cucina non l’avrei sentito, e magari aliti di vento così non ce ne sarebbero stati altri per tutto il giorno, comunque non con queste condizioni di ombra e parvenza di fresco, e che quindi avevo fatto proprio bene, a non addomesticare la pigrizia.

(Sguinzagliata l’indolenza, ad essa si abbandonarono senza pudore)

Noi siamo gente rigorosa, in vacanza ve bene il relax ma c’è bisogno di regole e il risveglio va programmato con criterio: per esempio il primo che non prima delle nove abbia urgenza di fare pipì si premurerà di fare del brusio (deciso ma non eccessivo) che permetta agli altri di capire che il sole è alto e l’ora compatibile con la colazione.

La colazione è un momento cruciale della giornata perché da sempre pone di fronte a scelte difficili: caffè, caffè col latte o latte col caffè? Magari latte da solo? Cereali, fette biscottate o pane? Il pane bisogna scaldarlo: una fatica improba, se vuoi che sia grigliato al punto giusto. L’unica cosa certa per noi gente rigorosa è che il calcolo delle calorie va fatto tenendo conto che al mare si fa dell’attività fisica importante e quindi la nutella è un alimento che non può mancare per nessuna ragione.

La crema solare conviene spalmarla subito, a casa, così ti togli il pensiero. Si rende necessario il rispolvero delle conoscenze di matematica e fisica e geografia astronomica e l’attivazione rapida del buonsenso, una sinergia che permette la scelta oculata del giusto fattore di protezione: il fattore 5 protegge meno del 30 e il sole a mezzogiorno picchia più che alle cinque; son calcoli che ovviamente richiedono dell’esercizio e della costanza: noi gente rigorosa non ci riposiamo mai.

Ormai è tempo di andare in spiaggia, ma si fa presto a dire spiaggia: sabbia o sassi? Saranno a malapena le 11.30 e il brainstorming si fa estremo. Oggi facciamo sassi, va’. È una fortuna che siam gente rigorosa ma anche inspiegabilmente elastica.

In vacanza c’è bisogno di sapere bene con chi ti accompagni, non sia mai che parti con qualcuno che in genere è persona tanquilla e pantofolaia e in ferie improvvisamente si scatena peggio di un hooligan in trasferta; o che desideroso di vacanze vivaci ti metti in viaggio con l’amico iperattivo e nottambulo che fuori dal suo habitat naturale entra in un letargo fuori stagione per fare scorta di energie fisiche e mentali in vista dell’inverno. Io son partita con gente che sapevo brillante e sveglia e infatti non rimango delusa: i maschi si dedicano subito al posizionamento degli ombrelloni (dalla notte dei tempi occupazione da uomini) senza tentennamenti, con sicurezza ed efficacia. Non nascondo un brivido di ammirazione.
Il posizionamento dei teli da mare, invece, è attività squisitamente femminile: si vede dalla delicatezza con cui istintivamente la donna dosa sole e ombra per assecondare le esigenze dei diversi fototipi. Tra le altre cose, finalmente si possono mettere in pratica anni di frequentazione di profumerie e sfoderare la conoscenza del termine “fototipo”.
Insomma siamo gente rigorosa, sì, ma anche sensibile, intuitiva, premurosa: e quando il pensiero è attivo queste doti spontaneamente fanno germogliare l’arte e il genio di cui siamo portatori.

Avendo esplorato e sperimentato la valenza antropologica dei ruoli maschile e femminile nell’ottica della perfetta installazione sulla spiaggia, ci sentiamo pronti per iniziare le attività vere e proprie della giornata.
La lettura, si sa, è lavoro intellettuale per eccellenza anche sotto l’ombrellone, preferito dai meno sportivi ma anche da chi non disdegna alternare movimento e riposo. Non sto a elencare i capolavori della letteratura classica e moderna che la nostra truppa sfoggia con assoluta nonchalance e che unicamente per modestia si premura di inframezzare con letture solo apparentemente popolari e leggere ma in realtà dense di spunti per approfondimenti di rilievo. Quando al rigore si affianca uno spirito critico sempre sollecito la cultura è perennemente a portata di mano.

Essendo che anche la gente rigorosa ha bisogno di fare del moto, ciascuno si dedica alle sue attività sportive preferite perfezionando la tecnica del rotolamento dalla posizione prona a supina e viceversa senza uscire dai confini del telo o il mantenimento della stazione eretta con le caviglie in ammollo. Lo sport stimola il metabolismo ma collateralmente anche l’appetito: tormentati dal dubbio se tanto moto sia conveniente o meno provvediamo a sfamarci con alimenti di varia natura, quasi sempre comprensivi di carboidrati, anche e soprattutto per evitare deleteri cali di glicemia.

Il momento della doccia serale può essere causa di disagio e incomprensioni quando il bagno è uno solo e i gitanti sono molti. La disciplina e l’ordine che contraddistinguono il nostro agire quotidiano rendono anche questa incombenza una preziosa occasione di svago e socializzazione. Il nostro segreto? La caraffa di spritz e la ciotola di patatine con cui ingannare l’attesa del proprio turno di doccia ristoratrice.

Dopo una giornata di straordinario sforzo fisico e attività cerebrale senza risparmio; dopo cena e dopocena, struscio e gelato, con i muscoli facciali indolenziti dal gran sorridere, è comprensibile che a una certa ora, cullati da grilli e civette, accarezzati dalla brezza collinomarchigiana, accompagnati dal prematuro russare di alcuni, si sprofondi (chi prima, chi poi) nel sonno dei giusti.
Noi che siam gente rigorosa epperò anche discreta sorvoleremo sulle attività notturne oniriche e erotiche, sul sonniloquio, la lotta coi gatti e lo scambio dei letti.
Unicamente per il vostro bene.