prove tecniche di democrazia

Lorenzo: – Sai, la mia classe dell’anno scorso non era tanto equilibrata, secondo me

Mamma: – Ah, no, e come mai?

L: – Beh, hanno eletto Leonardo paciere…! Ci pensi? Uno che dà calci e pugni a tutti!

M: – E allora?

L: – E allora abbiamo dovuto tenercelo: l’avevano eletto, capisci. Anche se io non l’avevo votato… Io, poi, l’anno scorso non mi ero candidato.

M: – E quest’anno?

L: – Quest’anno no: hanno eletto me, Margherita, Camilla e Emma. Io ho votato Camilla e Margherita perché so che sono persone calme. Avrei votato anche Emma ma poi mi hanno detto che potevo autovotarmi.

M: – E tu ti sei autovotato, allora?

L: – Sì: penso di essere un buon paciere.

 

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guerra e pace

Guarda, proprio non so cosa sia, ma stamattina mi sono svegliata così. Poi ho realizzato che l’ultima cosa sensata di cui ho parlato ieri è stata “La guerra di Piero” raccontata ai miei figli mentre guidavo e forse nella mia testa le rimembranze musicali si sono mischiate ai significati, e sarà che Lorenzo mi ha raccontato che stanno preparando la giornata della pace e insomma in giro di pace ce n’è così poca… fatto sta che questa canzone a me piace tantissimo e stamattina a colazione avranno pensato che sono un po’ pazza perché gliel’ho cantata a voce alta e poi avevo voglia di riascoltarla ma io ce l’ho solo in vinile e allora per fortuna che esiste youtube che in un secondo ti fa risentire e rivedere anche, se vuoi.

E dell’effetto che fa magari parliamo un’altra volta, per oggi la riascoltiamo e basta, ok?

delirio dolomitico serale

Esco in pigiama e pantofole, ma imbacuccata con sciarpa berretto e maglione di pile, perché sto bollendo. C’è un momento della sera in cui tutto il sole preso sul viso e tutto il freddo accumulato durante il giorno si fondono in un unico calore.
Allora vado fuori, a prendere aria. Due minuti. Però quei due minuti bastano per sciogliere calore e pensieri. Davanti la scenografia più spettacolare del mondo, alle spalle il buio più buio che puoi pensare, con un silenzio che in certe ore è quasi innaturale: alzo gli occhi e il cielo non è il cielo ma un lenzuolo nero punteggiato di un numero impossibile di stelle. E come faccio a non pensare che qui la pace sembra una cosa vera, a non chiedermi per quale ragione io, noi, abbiamo il privilegio di conoscerla questa pace, per qualche giorno in modo così intenso, così tangibile, così nonsocomedirlo.
E vai a capire perché non può essere sempre così. E vai a capire perché non ovunque.