a margine di una specie di anniversario

Oggi pensavo a quando ti innamori da giovane di cose che poi, con gli anni, diventano poco importanti o comunque non fondamentali, tipo come gli cadono bene i jeans sul sedere.
Tendi a non considerare minimamente (forse perché la lungimiranza non è prerogativa dell’adolescente) aspetti che invece, con gli anni, diventano imprescindibili, tipo certe identità di vedute su questioni sostanziali dell’esistenza.

E insomma: sento fortemente di aver avuto un gran culo.

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è mezzanotte e a me, un titolo, non mi viene

Tipo che io alla Silvia qualche tempo fa pensavo che per il suo 41esimo 31esimo compleanno volevo augurarle magari di trovare il fidanzato che si meritava, uno che per esempio per la sua festa la portasse a Milano, che lo sanno tutti che Milano è la città degli innamorati.

E insomma, adesso che compie gli anni e ha un fidanzato che la porta a Milano per farle un regalo io non so più cosa augurarle: magari di divertirsi, a Milano, anche per me. E anche, se ci riesce, di tenersi stretto il fidanzato, che gente così amante di Milano non se ne trova tanta, in giro.

altre ragioni per festeggiare il 25 aprile

Ieri non ci siamo visti, peccato.

Peccato, perché era il nostro anniversario, quando l’ho detto allo Splendido si è messo a ridere. Io però penso che certe amicizie bisogna trattarle come i grandi amori e quindi ci tengo a ribadire, anche se fa ridere, che ieri era il nostro anniversario. L’anniversario dell’amicizia con la Sidgi.

Non capita mica sempre di ricordarsi in che giorno hai conosciuto una persona che poi diventa importante per te, perché magari quando scopri che è diventata importante per te non sai più il giorno in cui l’hai conosciuta. Per ricordartelo devi avere un’agenda ben aggiornata, un diario, un blog o una casella di posta che eviti di svuotare per mesi e mesi, in modo da rintracciare mail vecchie di secoli in cui magari ti sei dato appuntamento con una persona che all’epoca non sapevi che sarebbe diventata importante per te. Oppure devi essere Zu, ma di Zu ce ne son pochissimi al mondo.

A me piace, l’idea che il nostro anniversario sia il 25 aprile; secondo me è stata una specie di liberazione anche quella. Liberazione da un certo tipo di solitudine, che se frequenti la Sidgi poi di quel tipo di solitudine non soffri più, e io forse prima, un po’, ne soffrivo.

je me souviens

Mi ricordo da sempre tutto intorno odore di sigaretta; in giornate fortunate, profumo di pipa.

Mi ricordo il gesto del pollice che batteva regolare sul volante dell’auto: diceva che l’aveva ereditato da suo padre.

Mi ricordo che con la voce sapeva affascinare le persone, e ne andava fiero. Non ho preso da lui.

Mi ricordo che voleva farmi dipingere gli infissi di rosso amaranto. Per puro spirito di contraddizione li ho voluti verde rosmarino.

Mi ricordo centomila libri per imparare il Tedesco, e dischi e cassette, a inseguire un miraggio.

Mi ricordo che il Garamond, ci piaceva a tutti e due.

Mi ricordo che non si sporcava mai le mani col cibo: ho scoperto l’arte tanto raffinata quanto inutile di mangiare la pera con forchetta e coltello.

Mi ricordo che non l’ho mai visto senza barba, se non in fotografia. La barba prima era rossa, poi bianca.

Mi ricordo che una volta che è venuto in macchina con me ha continuato a rimproverarmi che stavo in mezzo alla strada.

Mi ricordo che non gli piaceva che parlassimo di soldi, e io ancora adesso non so come si fa.

Mi ricordo certi regali che faceva solo a me: le penne stilografiche.

Mi ricordo che, il nostro ultimo abbraccio, se avessi immaginato che sarebbe stato l’ultimo avrei stretto più forte.

comunque son sicura che c’era un dislivello

Ci sono alcuni baci, nella vita, che uno si ricorda; un po’ se li ricorda e un po’ è il ricordo che si è impossessato dei baci e quindi non so, se siano veri, quei baci, o se siano dei baci normali che sono diventati così unici per via della magia dei ricordi.

Io uno di quei baci mi ricordo che era buio e che si camminava al freddo, di notte, abbracciati, ma abbracciati come gli amici, solo un po’ di più. E la strada, mi ricordo, era in salita, oppure in discesa, o forse era in discesa all’andata e in salita al ritorno, non so più. Che poi il ritorno io non me lo ricordo, il ritorno: mi ricordo l’andata, un nove marzo, di notte, al freddo. Che stavamo in fondo alla fila, gli altri davanti ma non credo di proposito. Per caso, sembrava a me.

E camminando a un certo punto è spuntato questo bacio, chissà da dove, siamo andati avanti per anni a rimpallarci la responsabilità di quel bacio da cui poi è iniziato tutto, per anni a dirci che cercavamo un bacio su una guancia ma alla fine, anche se era stato per caso, il bacio di bocca e di lingua ci era piaciuto a tutti e due e io infatti la discesa o la salita del ritorno non me la ricordo, perché a me i baci spesso fanno questo effetto, che poi non capisco più niente.