mai dire mai (segreti per una felice vita coniugale)

La relazione di coppia dopo tanti anni, è evidente, va stimolata. Non è sufficiente crogiolarsi nella routine della seppur serena vita coniugale: ci vogliono attenzioni particolari, piccoli gesti che facciano capire al nostro partner che teniamo veramente a lui, che il suo benessere ci interessa, che vogliamo aiutarlo a superare lo stress e le frustrazioni del tran tran quotidiano, che siamo in grado di sforzarci per il suo bene, nonostante i momenti di pigrizia, e venirgli incontro in quelle che per lui sono delle inequivocabili necessità fisiche e psicologiche.

Non siamo aridi! Guardiamolo teneramente negli occhi, cerchiamo di metterci nei suoi panni e capire cosa desidera davvero da noi! È davvero così impossibile concedergli quello che ci chiede o possiamo prendere in considerazione i suoi bisogni più profondi e dimostrare per una volta la nostra buona volontà? Lo so, amici, non è sempre facile: qualche volta ciò implica che dobbiamo forzare delle resistenze, accettare di superare dei limiti che forse ci siamo autoimposti. Io ho avuto questa consapevolezza e ci ho provato. Pensavo che sarebbe stato troppo per me, che non ce l’avrei mai fatta, non era nella mia natura; e invece ho scoperto che, per amore, potevo farlo.

Devo dire che ne valeva davvero la pena: la mia vita di coppia va molto meglio da quando ho capito che a casa nostra non deve mai mancare una copiosa scorta di carta igienica.

comunicazione, questa sconosciuta

La comunicazione tra umani secondo me è un mistero.

Si pensa che sia facile, almeno quando si parla la stessa lingua. Ma la stessa lingua è solo apparentemente la stessa. Il più delle volte hai a che fare con gente che omette quello che vuole dire davvero, oppure lo nasconde in un accesso di logorrea. Io non so se preferisco farmi largo tra valanghe di parole che celano qualche informazione indispensabile, oppure, al contrario, disvelare un senso, che dev’esserci ma non si vede, in qualche sparuta frase essenziale. In entrambe le situazioni, mi trovo in difficoltà: ho sempre il dubbio di fraintendere un significato che non è solo nascosto ma davvero non esiste; ho paura di inventare intenzioni che non sono state mai pensate.

Io, per prima, sono certa di non essere capace di farmi capire a parole. A seconda dei casi, parlo troppo poco oppure troppo. Più temo di non essere chiara, più cerco di spiegarmi, più sfianco il mio interlocutore. Più credo di essermi aperta, con poche limpide parole, più risulto ermetica.
La cosa mi risulta tanto più ardua con le persone che mi stanno vicinissime, e quanto più è alto l’investimento emotivo in una relazione, tanto più divento insicura nei modi. In particolare con i miei figli, credo che le parole siano quasi sempre inutili, e nella maggior parte dei casi fuorvianti. Sbaglio quasi sempre il tono, e quando credo di averlo azzeccato sono loro che lo fraintendono.

Invece tutti gli altri sistemi di comunicazione, che non prevedono l’uso di un linguaggio verbale, funzionano a meraviglia. Una teglia di biscotti,  un abbraccio o una grattatina di schiena sul divano, stranamente, non vengono fraintesi mai.

Forse devo trarre delle conclusioni (no, Matteo, non che devo fare il corso con te. Lo sai che non posso)

incauta

Sono stata incauta. La devo smettere di parlare dei fatti miei sull’internet perché poi capitano delle cose spiacevoli.
Lo dicono tutti: non raccontare mai quando sei a casa da sola perché potrebbero arrivare dei malintenzionati. Non rivelare particolari su dove vivi, sui tuoi figli, sui tuoi orari. Il web è una tela di ragno velenosissimo, se non stai attento.

Qualche settimana fa ho scritto che dovevo tenere i miei uomini lontani dal tagliaerba per evitare che mi rasassero le piantine nuove e credo che loro l’abbiano letto perché infatti sono stati molto distanti.

Oggi il più anziano ha detto:”Bisognerebbe proprio tagliare l’erba: è altissima” allora ho chiesto al piccolo (ma aitante):”Ti va di aiutarmi a tagliare l’erba?” Lui ha alzato un sopracciglio e il lato sinistro del labbro in una smorfia poco promettente.
(Il medio, va da sé, non si è accorto di nulla: studiava)

E insomma, visto l’entusiasmo ho tagliato l’erba da sola.