un odore che mi son sempre chiesta se lo conoscono tutti oppure no

È un profumo di legno calpestato da piedi nudi e umidi, insieme all’odore del caffè mischiato con quello della pelle quando la scalda il sole.

Somiglia, mai capito perché, all’odore che c’era negli autobus in certi giorni di festa, quando si andava in autobus nei giorni di festa, mille anni fa.

Esiste ancora ma si sente di rado, e solo al mare. A volte si sogna, tipo oggi.

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Nooo, non è la gelosiaaa!/2

Il pargolo, voce dell’innocenza, candido come un angelo, ignaro delle conseguenze delle sue parole, seduto sul sedile posteriore dell’auto dello sciagurato padre, si abbassa a raccogliere un oggetto ai suoi piedi e, ingenuo, annuncia:”Papi, c’è una molletta per capelli, per terra”.

Il corpo del reato è un fermaglio a beccuccio, nero, che nessuno di noi ha mai visto prima.

Io taccio, o meglio: annuncio che non dirò nulla. Non voglio infierire anche perché non ce n’è bisogno. La risatina isterica del reo conferma che l’imbarazzo è palese e del resto la scoperta è una prova a carico.
“Sarà caduto a qualcuna delle mie amiche”, dice.
(Eccerto, la roba ti cade dai capelli di continuo, quando sei seduta in macchina, saranno gli sbalzi causati dai dissuasori.)

“Insomma non crederai mica che”
(Ti tengo d’occhio, biondo.)

“Eppoi fare del sesso nella mia macchina non sarebbe fisicamente possibile”
(Ah beh allora se hai provato e sai che non si può posso stare tranquilla.)

(Nooo, non è la gelosiaaa!, il primo, lo trovate QUI)

un post che a seconda dell’ottica con cui lo leggi è di tristezza oppure no

Ultimamente esco poco. Dovrei dire pochissimo; dovrei dire quasi mai.

Esco per fare la spesa, accompagnare i ragazzi, andare al cinema una volta la settimana, in palestra due. Da mia madre il sabato. Basta.

Esco essenzialmente perché mi tocca, altrimenti strapparmi dal mio bozzolo mi costa una fatica che non vale la pena affrontare. Del resto in questi giorni sono moderatamente asociale, lo shopping non mi ha mai attirata, il freddo è in forma e io forse no.

La verità è che a casa mia sto meglio che in qualunque altro posto: non so a che livelli di isolamento potrei arrivare ma sento che è il luogo migliore in cui svernare, almeno finché dura la scorta di farina.

Se verso primavera non riemergo, venite a prendermi che forse ho un problema.