ma benedette le vacanze col fidanzato

Tra le persone-blogger che leggo ce ne sono alcune che scrivono con una costanza encomiabile (non so come facciano), altre che centellinano i post con una cadenza talmente dilatata per cui fai in tempo a dimenticarti che esistono, fortuna che c’è il Reader che ti avverte, e quando ti avverte è come uno scoppio di allegria, anche se magari l’argomento non è allegro affatto.

Poi c’è una che sei stato abituato per un sacco di tempo a leggere tutti i giorni, ché tutti i giorni aveva qualcosa, magari solo una scemenza, con cui rallegrarti la giornata, poi all’improvviso si  fidanza e: basta; si vede che da fidanzati si ha dell’altro da fare nel tempo libero.
Però peccato, pensavo, che non si possa scrivere anche da fidanzati, anche se non tutti i giorni, ma ogni tanto, così, per rallegrare le giornate degli amici. Tra l’altro, pensavo, da fidanzati ci saranno anche degli argomenti nuovi e interessanti, chenneso: le strane abitudini del fidanzato, cosa mangia a colazione il fidanzato, l’inebriante profumo dello shampoo del fidanzato (questa se mi permettete è tanto carina N.d.A.), la squisitezza del caffè del fidanzato.

La cosa magica è che giusto mentre pensavo a queste cose e dicevo tra me e me che sarebbe stato da scriverci un post, sulla tristezza della mancanza di post da fidanzati, ecco che lei ricomincia a scrivere delle vacanze col fidanzato.

Grazie fidanzato, che porti in vacanza la Sidgi.

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ho poche pretese

Portami in vacanza dove vuoi. Non mi serve granché: una valigia piccolissima, due paia di mutande, qualche maglietta e jeans puliti. Il costume, quello sì: che non si sa mai.
Poi, a me basta che ci siano mandorli, oleandri, limoni, tamerici; o mimose, bougainvillee e mirto; o pini marittimi e rosmarino. O ulivi, e ulivi, e ulivi.

resoconto di una vacanza

Ascolto donne, felicemente sovrappeso sotto un’ombrellone, scambiarsi chiacchiere che odorano di menta e basilico e fare programmi per Natale e Capodanno. Un altro giorno, al mare, una ragazza dorme con la testa appoggiata a una piccola pila di libri; un signore, invece, pisola beato sulla sdraio, un volumetto in lettura abbandonato sul petto: forse gli ha regalato un tatuaggio rettangolare.

Sto con persone a cui sorridere, amici nuovi e anche no. Bello non sentirsi in dovere di partecipare alle conversazioni, e immergersi senza sensi di colpa in parole di carta; non essere indispensabile e però nemmeno superflua.

Poi ci son posti che vien voglia di visitare andando dove ti portano gli occhi, senza mappa, senza programmi; sperando, quasi, di sbagliare strada e avere così l’opportunità di uno scorcio inatteso. Il mare di tutti i colori; le città di pietra chiara; una campagna aspra ma generosa.

Acqua salata, e poi dolce; e calda e fredda; e la doccia all’aperto che la sera ti rende tutto il calore del sole. E mandorle bagnate, a togliere il salato dalle labbra, il pomeriggio. E chilometri di strada a riempirsi il cuore di ulivi, sotto il sole, guidati da un navigatore che predilige strade secondarie; e chilometri di strada a riempirsi gli occhi di buio, in compagnia di una mezza luna su quegli ulivi, indovinando sagome incollate sopra un telo di notte. E poi ancora ulivi e oleandri e limoni e tamerici ed eucalipi e mandorli, che viene voglia di stare zitti.

blogger chi?

Il vero blogger aggiorna il blog anche in vacanza. Il vero blogger si dota di mezzi adeguati. Il vero blogger non sta per giorni a leggere libri di carta – di carta – sotto l’ombrellone. Il vero blogger una sbirciata giornaliera a FF non gliela toglie nessuno. Il vero blogger.

La Chiara invece da quando è in Puglia finora ha solo mangiato e letto e riso. Meglio così.

pensieri dal continente

Una cosa che mi piacerebbe fare è andare a Procida. Lo dico da un sacco di tempo e invece non ci sono mai stata e non so nemmeno perché: non è una cosa tanto complicata, in effetti.

La ragione per cui Procida a me fa voglia è perchè è l’isola di Arturo, e in questo non credo di essere molto originale; ma poi c’è anche il fatto che tutti quelli che vanno da quelle parti dicono ho visto Capri, son stato a  Ischia, e (quasi) mai nessuno che dica sai, sono andato a Procida. Ne conosco solo uno, io, che è andato a Procida, e comunque quell’unico che conosco, quando è andato a Procida, è tornato con gli occhi che brillavano, e io ho pensato ci devo andare anch’io, ché è l’isola di Arturo.