perché preferisco quando guidano gli altri

Al tramonto di un giorno di sole primaverile la strada tra Bassano e Vicenza scivola, accompagnando lo sguardo in cerca di riposo, in un silenzio di verde. La soddisfazione sorridente dei ciliegi, il diadema di Marostica sulla collina, odori di campagna e prospettiva aerea.
Saziarsi, spaziando.

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del controsenso del cappuccino tiepido

Nella vita ognuno si costruisce dei meccanismi forieri di fastidio perché così ogni tanto può sfogare la sua rabbia repressa nei confronti di qualcosa di specifico. A me il cappuccino tiepido scatena ondate di fastidio che nemmeno i lacci che si slacciano o il reggiseno che punge o la meringa che non viene.

Stamattina io e lo Splendido abbiamo fatto colazione in una pasticceria che non era una delle nostre pasticcerie preferite e quindi abbiamo chiesto, previdenti, un cappuccino bollente, sapendo che quando lo chiedi bollente nella maggiorparte dei casi ti arriverà un cappuccino caldo. Stavolta un po’ più che caldo, per fortuna.

Il cappuccino deve essere caldo perché se è inverno e tu arrivi con le mani gelate anche solo il contatto con la tazza ti dà piacere, conforto, cosiness: è il preludio al primo sorso, quello che scotta appena la lingua e scalda il cuore e lo stomaco in un istante solo.
Se è estate perché il fatto che sia caldo ti costringe a berlo con calma, aspettando la temperatura perfetta, magari leggendo il giornale o pensando agli appuntamenti della giornata.

Il cappuccino, al contrario del caffè, che si beve in un sorso, distrattamente, va preso con lentezza, se possibile insieme alla brioche, sua compagna di viaggio ideale che infatti ha lo stesso tempo di consumazione. E quindi tra un morso e un sorso, bevendo e masticando, si alternano dolcezza e calore, solido e liquido, burro e caffè.

Il cappuccino tiepido invece è quella cosa che sei costretto a ingollare in fretta e furia, per paura che diventi gelido, che ti lascia la pancia fredda e che non ha avuto il tempo di amoreggiare con la tua brioche. In pratica l’incontro di due solitudini che resteranno tali.
Il pensiero peggiore per iniziare la giornata.

canzone d’amore e confidenza

Di te mi piace che sei meno fragile di quel che sembra, e però allo stesso tempo di più.
Amo la tua illusoria leggerezza; la trasparenza e il suo contrario, la luce attraverso: sorpresa di filigrana.
La lingua che parli: scrocchio e fruscio; la tua insospettabile asciutta elasticità; l’odore che con gli anni si fa più legnoso, la flessibilità che diventa più ostica, come succede ai vecchi.
E che come certi vecchi inossidabili spesso tu riesca a non dimostrare la tua età.

Mi piace che tu dia confidenza a pochi: un giorno carezza di barbe, un altro ferita di taglio, a chi non sa come toccarti.
E che tu ti faccia arrendevole e malleabile quando ti piace e diventi puro nervo e tenacia quando vuoi.
So bene che ridi degli ingenui che non sanno prenderti per il verso giusto, ma io so come sei, conosco il tuo respiro.

È  la tua forza e la tua debolezza.