apologia del grasso saturo e altre amenità

Adesso voi ditemi se con una giornata così uno non abbia il diritto di desiderare di chiudersi in casa, con il gatto sulle ginocchia, lo scialletto sulle spalle come nonna Abelarda, le pantofole di lana cotta che così i piedi stanno caldi anche se non è più stagione di riscaldamento acceso; anche se di riscaldamento acceso ci sarebbe tanto bisogno, col 99% di umidità che dopo due giorni ti è arrivata praticamente al midollo e cominci ad avvertire quei dolorini che a vent’anni no che non ce li avevi; che con una giornata così a me mi vien voglia da una parte di mettere su il brodo e dall’altra di strafogarmi di grassi saturi, o di fare la pasta per la pizza fritta: fritta, capito? Ché il carboidrato da solo non basta per contenere questo malumore metereopatico qui; il carboidrato bisogna condirlo adeguatamente affinché diventi una bomba calorica che tramortisca il metabolismo e insieme rincoglionisca anche il cervello, che altrimenti l’unica cosa che avverte è la tristezza di una giornata che come se non bastasse anche il tuo oroscopo è un’indecenza, e guarda caso oggi l’hai ascoltato anche se non lo fai quasi mai e proprio oggi ti dicono che la tua giornata non sarà ‘sto granché. Grazie, ci dovevi essere tu, oroscopista, a dirmelo: ma che giornata vuoi che sia, questa, che pare metà novembre, che anche il gatto è isterico, che alle 8 è già uscito ed entrato trenta volte perché non sa neanche lui cosa vuole, gli piacerebbe uscire ma gli fa schifo l’acqua.

E insomma io son quasi sicura che voi che venite a leggere oggi pensate anch’io voglio il gatto, lo scialletto, il brodo di gallina, i grassi saturi, anche qualche coccola ci starebbe bene e invece vedi che palle: uno deve lavorare, guidare in mezzo al traffico, fare la spesa e uscire coi sacchetti l’ombrello le chiavi nella borsa insomma un casino; o andare a prendere i bambini a scuola e schivare le pozzanghere; e comunque anche se non deve fare niente di tutto ciò ha comunque da sopportare gente altrettanto abbruttita dal malumore.

Allora vi propongo il mio esercizio yoga di stamattina: immaginate una tazza di tè caldo e vicino un piattino con il vostro dolce preferito, il mio lo sanno tutti che è il tronchetto al cioccolato, una mattonella burrosa e cioccolatosa che pare fatta apposta per sciogliere la negatività; per il momento me lo immagino solo, ma prometto che il mio esercizio yoga del pomeriggio sarà mangiarmelo, il tronchetto al cioccolato, con intenzionale voluttà, senza pensare alla scalata del colesterolo nelle mie arterie né all’apporto calorico del tutto superfluo ma proprio per questo, oggi, assolutamente necessario.
Vi consiglio di fare lo stesso: che sia una sacher, una millefoglie, un bigné è del tutto indifferente. Basta che faccia godere in modo appropriato: i biscotti secchi, ovviamente, nell’esercizio yoga non sono contemplati; sono bene accetti i biscotti danesi al burro. Per gli amanti del salato propongo cose deliziosamente insalubri tipo supplì, arancino, panzerotto, gnocco fritto.

Lo so, lo so: state già meglio, vero?

 

poi a un certo punto trovi queste cose qui e ti senti un po’ una merda, tu e il tuo malumore

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