il buongiorno si vede dal mattino

La colazione, si sa, è il pasto più importante della giornata. Non ne esiste una ideale perché ognuno ha la sua prediletta, che riserva magari per i giorni di vacanza, quando il ritmo di sveglia è più dolce e consente una pausa prolungata per godersi il primo caffè della giornata affiancato dalle squisitezze preferite.

A casa mia siamo in quattro e ognuno, potendo, sceglie di cominciare la giornata in modo diverso.

Personalmente penso che la colazione ideale si svolga d’estate, in giardino, all’ombra, dopo che l’aria ha perso l’umidità notturna ma prima che assuma la pesantezza afosa del giorno pieno; quindi, a seconda della stagione, tra le 9 e le 11.
Può prolungarsi all’infinito, compatibilmente con le condizioni atmosferiche e la presenza o meno di un ombrellone, una pergola, una pineta (la pineta meglio di tutto).
È obbligatoriamente composta da un caffè con un po’ di latte, a cui si possono accompagnare le pietanze più diverse, dolci o salate a seconda dell’umore, anche se un posto speciale nel mio cuore e nella mia panza lo occupa il pane fresco con del burro e della marmellata preferibilmente fatta in casa.

Lo Splendido non è uno dai gusti difficili. Se il caffè è una necessità imprescindibile, il luogo della colazione e la composizione del vassoio sono variabili e accolti con l’entusiasmo dell’affamato: pane, miele, marmellata, biscotti, crostate, brioche; l’importante è che siano dolci, ancora meglio se è possibile sgranocchiarli a letto.

Lorenzo è un divoratore di cioccolato e non si smentisce nemmeno appena sveglio. Si avventa con gli occhi ancora cisposi sul barattolo della nutella e quel che l’accompagna può essere il primo carboidrato individuato in dispensa: pane, crackers, grissini, piadine; sospetto che in mancanza di meglio potrebbe farsi bastare una fetta di polenta. Bere non è indispensabile ma nel caso sarà certamente del latte con il cacao (penso che il termine adatto sia droga).
L’importante è che intorno a lui non ci siano insetti quindi meglio che la colazione si faccia in un luogo chiuso: la cucina è perfetta.

Poi c’è Riccardo, lo tengo per ultimo anche se di diritto sarebbe il terzo perché la sua colazione è diversa. Diversa dalla nostra ma anche da quella di tutti voi, credo.
Nelle giornate di vero relax, quelle in cui tutti ci concediamo un lento pasto godurioso invece di quel nervoso mordi e fuggi mattutino dei giorni feriali, lui si siede una mezz’ora al pianoforte. Capisci da come suona se la sua sarà una giornata allegra o malinconica e guai a disturbarlo. Dopo un’oretta cade dalle nuvole e dice:”Mi son scordato di mangiare!”. Eh sì, ti sei scordato.

Del resto ognuno si ciba di quel che gli serve veramente.