libera nos a malo

Nonostante io sia una che fatica ad affrancarsi dall’idea dell’esistenza di una qualche forma trascendente o immanente di divinità, non sono una persona molto religiosa. E anche se coltivo in modo affatto personale e per ragioni del tutto intime una parvenza di vita spirituale, non l’ho l’abitudine alla preghiera in senso stretto.

Ogni tanto però mi capita di assistere a una funzione religiosa soprattutto, in verità, in occasione di battesimi matrimoni funerali natali e pasque, e una cosa che ogni volta un po’ mi fa pensare è questa cosa del Padre Nostro. Perché il Padre Nostro è comunque bellissimo se uno lo prende così com’è, nudo e crudo e senza  costruzioni e costrizioni ideologiche e teologiche eccetera.

A me piace perché secondo me è il ritratto di un uomo che si sente piccolo e desideroso di protezione. Un uomo che fatica a perdonarsi per le sue mancanze (la cosa più difficile del mondo, non per niente i preti si stanno via via sostituendo con gli psicoterapeuti) e spera almeno nel perdono altrui. Che vede la pace come un miraggio.
Ora, credo che questa voglia di abbandonarsi alla protezione di qualcuno che ci garantisca l’essenziale sia indipendente dalla fede, di cui peraltro io scarseggio. E che se togliamo i riferimenti a una vita al di là della morte e a un essere soprannaturale al di sopra delle nostre teste rimanga questa figura di uomo in cui non è difficilissimo riconoscersi, almeno in certi momenti della vita.

Poi sorrido al pensiero che questa cosa non la penserei se il Padre Nostro lo recistassi tutti i giorni quindi paradossalmente come preghiera ha più efficacia per via dell’eccezionalità dell’evento: buffo, no?

Annunci