se telefonando

Non sono mai stata un tipo da chiacchiere perché le parole a me non vengono facili: il più delle volte sono di quelli che Porca miseria ecco cosa dovevo rispondere due ore fa . La battuta pronta a casa mia ce l’hanno tutti tranne me. E il telefono è sempre stato il mio cruccio: un mezzo che mi attira per la semplicità del contatto ma che mi spaventa per altri versi. Lo uso pochissimo, il telefono.

Ieri ero presa in una conversazione via chat su skype con una persona che mi piace e mi son resa conto che quello che mi fa paura, del telefono, sono le pause. I silenzi e l’ansia di riempirli. I silenzi uniti alla distanza, ché i silenzi da soli a me non dispiacciono, sono anche una che può star zitta in compagnia senza problemi, come dice un’altra persona che adoro: Vieni a trovarmi così parliamo, anzi magari stiamo anche zitti, se non abbiamo niente da dire.
Invece la chiacchiera via chat ho pensato che mi piaceva, e i silenzi ci potevano stare tutti, come le attese delle parole giuste a scandire un tempo rilassato in cui inserire, volendo, una pausa per la tisana della sera o un bacio ai bambini, o anche solo un momento per raccogliere i pensieri che non sempre arrivano veloci.

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