un libro un euro

Quando decidi di eliminare un libro dalla tua libreria, un libro che ti hanno regalato e non ti è piaciuto oppure nemmeno hai letto; o un libro che hai letto e magari ti è anche piaciuto ma che non ci sta più in casa tua, ché magari devi traslocare riducendo al minimo la tua roba; o ancora un libro scomodo, che ti ricorda qualcosa e di cui vuoi liberarti: ecco, nel momento in cui lo abbandoni, lo vendi o lo regali a una biblioteca, un mercatino,un negozio di libri usati o un posto qualunque dove un fortunato lettore lo troverà per caso, devi ricordarti che quello che c’è dentro – una dedica, un biglietto, una nota a margine con la tua calligrafia – diventerà di qualcuno che prenderà possesso di un pezzetto della tua vita e farà supposizioni, intreccerà storie, indovinerà significati (o forse no).

Io oggi in un negozio di libri usati ho trovato un tuo libro che conteneva un biglietto. Lo vedi dallo stato della brossura quando un libro non è stato mai nemmeno aperto e di questo so per certo che hai letto a malapena il titolo. Mi è sembrata un’ingiustizia, un delitto, un abbandono: certamente l’eliminazione brutale di un regalo sbagliato. Magari non ti piace affatto leggere e la persona che te l’ha regalato non ti conosce così bene come crede.

Adesso però il libro ce l’ho io e anche il biglietto. E mi sento autorizzata a inventare le storie che voglio su di te e la tua mancanza di tatto, sull’uomo che ha forse sbagliato regalo ma non certamente intenzioni, a cui magari potrei dare un nome che si intoni alla sua scrittura.

Oppure a non inventare nessuna storia su di te e leggermi il tuo libro: un libro adottato non può che dare delle soddisfazioni.

(il libro è questo: Benjamin Tammuz, Requiem per Naaman, Edizioni e/o)

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