Mi ricordo la sorpresa

Un regalo inatteso, una lettera che non ti aspetti, una telefonata in un giorno qualunque: anche adesso amo le sorprese, penso che sia perché da piccola sono loro che mi hanno aperto le frontiere del godimento puro.

Mi ricordo la sorpresa di lenzuola fresche sotto al copriletto, profumo di bucato, lo scrocchiare del tessuto appena stirato, senza grinze, che si stropicciava sotto al mio primo sonno. Allungare i piedi fino in fondo al letto per regalare alla pelle la scivolata di cotone intonso, un momento che durava il tempo di scaldare il letto, che poi non era già più nuovo.

Una delle meraviglie dell’infanzia che stranamente non si è persa nella memoria, nonostante sia una sensazione che non provo più, da tanto.
Adesso sono io che le cambio, le lenzuola: non son capace di sorprendermi da sola.

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poi, a Milano

Poi, a Milano, succedono cose. Per esempio in Piazza 24 Maggio c’è un albero imponente, che sembra lì per sbaglio, e che contro ogni logica si aggrappa con le radici a un fazzoletto di terra salvato dall’asfalto. L’ho visto passando in tram e ho subito fatto il tifo per lui.
E’ una strana città, Milano. Piccolissima, dicono certi.