je me souviens

Mi ricordo da sempre tutto intorno odore di sigaretta; in giornate fortunate, profumo di pipa.

Mi ricordo il gesto del pollice che batteva regolare sul volante dell’auto: diceva che l’aveva ereditato da suo padre.

Mi ricordo che con la voce sapeva affascinare le persone, e ne andava fiero. Non ho preso da lui.

Mi ricordo che voleva farmi dipingere gli infissi di rosso amaranto. Per puro spirito di contraddizione li ho voluti verde rosmarino.

Mi ricordo centomila libri per imparare il Tedesco, e dischi e cassette, a inseguire un miraggio.

Mi ricordo che il Garamond, ci piaceva a tutti e due.

Mi ricordo che non si sporcava mai le mani col cibo: ho scoperto l’arte tanto raffinata quanto inutile di mangiare la pera con forchetta e coltello.

Mi ricordo che non l’ho mai visto senza barba, se non in fotografia. La barba prima era rossa, poi bianca.

Mi ricordo che una volta che è venuto in macchina con me ha continuato a rimproverarmi che stavo in mezzo alla strada.

Mi ricordo che non gli piaceva che parlassimo di soldi, e io ancora adesso non so come si fa.

Mi ricordo certi regali che faceva solo a me: le penne stilografiche.

Mi ricordo che, il nostro ultimo abbraccio, se avessi immaginato che sarebbe stato l’ultimo avrei stretto più forte.

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