funziona anche coi biscotti

La vita è costellata di segni.

Certi vecchi antichi (cit.) cercavano premonizioni nelle stelle, negli eventi meteorologici, in varie manifestazioni della natura: da questi traevano indicazioni sull’orientamento di un fato più o meno benevolo e si comportavano di conseguenza.

Oggi, per indovinare quel che il destino ci riserva durante la giornata o la settimana possiamo affidarci ancora agli astri e scegliere l’oroscopo che più ci aggrada (ma io ve lo dico: non è un sistema infallibile), oppure rovistare tra gli accadimenti della giornata per individuare inequivocabili indizi di una sorte benigna.

Io mi affido alle polpette.
Comincio a scucchiaiare l’impasto in palline disposte in file disciplinate senza premeditazione, secondo l’ordine naturale della teglia, il numero di ranghi che si autodetermina a seconda della misura delle palline e della dimensione della leccarda. Se l’ultima polpetta corrisponde all’ultimo spazio rimasto è auspicio di sorte propizia e umore spensierato; in caso contrario metto in conto intoppi e congiunture avverse ad abbattersi sul mio cammino.

Ultimamente finisco sempre le polpette miracolosamente all’ultimo spazio.
Pensavo, come prova del nove, di affidarmi al riscontro – estremamente rischioso ma decisamente risolutivo – della gugliata di filo: un cimento che spetta agli audaci, dal momento che solo in casi rarissimi l’ultima gugliata è sufficiente e anzi in genere finisce quando mancano al massimo due o tre punti, e – contrariamente alle polpette, in cui il meno integerrimo tra di noi potrebbe avere la tentazione di barare, aggiungendo o togliendo qualche grammo di impasto al fine di concludere la teglia in modo conveniente – coi punti non si bara, pena una cucitura troppo tesa.

Son qua che ci penso, perché non vorrei che il mio eccesso di zelo mi si ritorcesse contro; mi han detto che Saturno non mi è fausto: magari cucio domani.

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Lo scopo dell’oroscopo

Io non credo nell’oroscopo epperò mi capita di tanto in tanto di leggere il mio su qualche rivista.
Mi capita, non sempre, diciamo una volta al mese suppergiù, di sbirciare quello di Brezsny su Internazionale.
Perché proprio quello non lo so: forse perché mi piacciono i disegni, o perché ha un certo brio che ti mette di buonumore anche se sai che dice delle scemenze che mai e poi mai ti aspetti che si avverino, o anche perché ha questo modo di parlarti a tu per tu che un po’ ti vien da dargli retta: sembra che l’oroscopo l’abbia partorito esclusivamente per te e non per le centinaia di milioni di acquari o capricorni o gemelli del mondo.
Oppure perché, dentro alle previsioni, lui, Brezsny, ci mette dei consigli di saggezza che in genere ci imbrocca, come ci imbrocca la nonna dall’alto della sua esperienza, e quindi del tutto indipendentemente dalla previsione oroscopica in sé e anzi come se lo scopo dell’oroscopo fosse quello di inventare dei pretesti per farti riflettere di volta in volta su un aspetto della tua vita (a rotazione, suppongo).

E quindi io, da brava, rifletto. È da venerdì scorso che mi interrogo su quali faide mi stia spingendo a concludere e alla fine ho deciso che l’unica faida che ho in corso, ma che probabilmente tra 80 milioni di anni sarà ancora in pieno svolgimento, è quella contro il mio brutto carattere.

[(Il mio oroscopo di questa settimana) Sagittario: In Mongolia c’è un famoso ritrovamento fossile di due dinosauri avvinghiati in un combattimento mortale. Fermo per sempre nel tempo, un Velociraptor sta artigliando un Protoceratops, che a sua volta gli sta mordendo un braccio. Ormai sono in quella posizione da circa 80 milioni di anni. Ti sto mettendo sotto il naso questa immagine, Sagittario, per sfidarti e incoraggiarti a rinunciare alle tue vecchie faide. Astrologicamente parlando, è il momento ideale per rinunciare a qualsiasi lotta che non avrà più nessuna importanza tra 80 milioni di anni.]