€ 2,39 (mi par di ricordare)

Se sei piemontese e quando eri piccolo tua nonna ti ha cresciuto a pane e crema gianduja fatta con le nocciole raccolte dietro casa, adesso forse puoi anche smettere di leggere.
Io voglio parlare di una cosa che non ha nulla a che vedere con il cioccolato spalmoso fatto in casa, e nemmeno con le prelibatezze di nicchia dal costo esorbitante che compri nelle migliori pasticcerie del regno. Questo qua è un posto modesto, buono per la delizia da grande distribuzione, roba che chiunque possa trovare al supermercato sotto casa. E oggi è tempo di pubblicità spudorata. Gratuita. Perché mi va. Perché non vedo perché no. In ogni caso l’argomento è quello: le nocciole e il cioccolato.

Chiunque abbia un cuore e le papille gustative inclini all’apprezzamento dei sapori dolci avrà prima o poi, nella vita, in un momento di tristezza, di solitudine o di sindrome premestruale, cercato il conforto di un cucchiaino di Nutella. E ok, la Nutella va bene, aiuta.
Ma secondo me il giorno in cui scopri la crema Novi è come quando cominci a non sentirti più un bambino. Vuoi ancora le carezze, ma cerchi quelle della morosa: la mamma la saluti con un sorriso e ti lasci sfiorare da un bacio ogni tanto, ma le sue coccole non le cerchi più. La crema Novi è per quando cambia qualcosa nel tuo orizzonte, per quando sei pronto a capire che la dolcezza, da sola, non basta: ci vuole equilibrio.
Il bicchierino di crema Novi vale la pena di aprirlo quando te lo puoi permettere. Quando sei sicuro di poter affondare il cucchiaino spogliandoti di tutti i tuoi sensi di colpa, e raccogliere il cioccolato con la lingua e farlo rotolare sul palato respirando con il naso per sentire il profumo della nocciola che abbraccia il cioccolato.
Il bicchierino di crema Novi è piccolo: troppo. Io penso che lo facciano apposta, piccolo: perché così, in certi momenti, puoi anche mangiartelo tutto, in silenzio, quando te lo puoi permettere ed è stata una giornata molto dura; o quando vuoi godere molto, e basta.

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