sulla mia pelle

Sulla mia pelle, se uno si prendesse la briga di cercarle, ci sono tutte le costellazioni dell’universo conosciuto. Su un braccio una galassia intera, lentigginosa di latte e caffè. E pianeti e nebulose e novae e supernovae. Sotto un piede, un pezzetto di meteorite, tutto mio.

Se la si vuol vedere sotto un’altra prospettiva, se la mia pelle è il mare: tutti gli arcipelaghi, gli atolli e le isole vulcaniche, che oggi non ci sono ma domani magari sì. E piccoli scogli e isole continentali.

Per qualcun altro, la carta geografica di un continente sconosciuto, o la mappa di un tesoro che non c’è. Ogni punto una metropoli, una città, un paese; ogni macchia un lago o una pianura.

Comunque la si guardi – di cielo, di mare o di terra – è facile, io lo so, di trovarci un giorno un buco nero, un triangolo delle Bermude o uno strapiombo letale.

Domani mi faccio la mappa dei nei.

 

 

sui tuoi nei

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