in the morning

A me capita abbastanza spesso di addormentarmi da sola – lo Splendido è uno che ha una vita sociale, mica come me – però mi succede raramente di svegliarmi da sola – lo Splendido ha una vita sociale ma poi a qualche ora a casa ci torna, ché in questi anni l’ho educato bene. Quando torna io in genere non me ne accorgo perché ronfo come un dromedario dopo una scarpinata nel deserto, ma la mattina arriva puntualmente l’allungo di braccio/gamba come a dire, ancora prima di aprire gli occhi, “guarda che ci sono”.

Ecco, stamattina ho dovuto svegliarmi da sola, senza allungo di niente; e volevo dire che invece svegliarsi in due è molto, molto meglio.

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Voi che sapete che cosa è amor*

Io me lo ricordo, Valerio, quando l’ho conosciuto. Riccioluto e paffutello, aveva all’incirca l’età dei miei figli oggi.
Io me lo ricordo, Valerio, che prendeva dimestichezza con le bacchette e il primo tamburo, mentre noi in un’altra stanza un po’ si studiava ma più che altro si faceva finta di studiare e si prendeva dimestichezza, noi, con l’amore.
Io me lo ricordo, Valerio, un po’ cognato e un po’ figlio, che non ci siamo mica accorti di quando sia successo che è diventato grande.

Oggi, quando l’ho visto vestito elegante sull’altare coi lucciconi per l’emozione nel vedere la sua sposa ho pensato che non è cambiato per niente in questi anni, anche se lui riccioluto e paffutello non lo è più da un pezzo.
E poi ecco, scusate ma forse dovevo dire ieri, e non oggi, ché sono quasi le due e tutto questo forse è sgrammaticato e impreciso ma io sono stanchissima e forse anche un po’ allegrotta e però lo volevo scrivere, che è stata una bella festa e io uno sposo così emozionato non l’avevo mai visto in tutta la mia vita ed è stato bellissimo, che lui continuava a ripetere quanto fosse felice e si vedeva che era vero.

E poi lo Splendido ha anche suonato le congas con la US Band, ma solo perché pensava che io non lo vedessi, e ‘sta cosa bisogna comunque ricordarsela, che vale la pena.

* Mozart: Le nozze di Figaro