il cuore dal satellite

Ora, io non so l’Inglese. Dovrei ma non lo so. Dovrei perché l’ho studiato nove anni a scuola e quindi, se lo studio non fosse una totale perdita di tempo quando uno c’ha la testa da un’altra parte, e se l’allenamento del cervello non fosse imprescindibile per il mantenimento dell’attività linguistica specialmente in ambito extramaterno, qualcosa di tutte quelle ore di laboratorio e di lettorato e anche i viaggi all’estero in famiglia (per la verità solo uno, in Irlanda) avrebbero dovuto lasciare una traccia in uno a caso dei miei lobi cerebrali. Invece quasi zero.
Ogni tanto mi domando come facessi a scrivere quelle cose lì, di letteratura e analisi del testo; che oggi neanche in italiano, per dire.

Ieri per esempio stavo andando a buttare la carta nel cassonetto e mi son resa conto che io, di come si dice in Inglese raccolta differenziata dei rifiuti, non ne ho neanche la più sbiadita parvenza di idea. Invece in Francese sì, che lo so: si dice tri sélectif des déchets oppure collecte sélective, e ho anche idea che si possa dire triage perché da qualche parte l’ho sentito. Ma questo solo perché in effetti in Francia ho fatto la raccolta differenziata e ho dovuto imparare come si diceva.

Questa è la prova provata che io l’Inglese non lo so. Però lo so sempre meglio di quelli di Google, che nella loro pagina scrivono google heart, e se non ci credete andate a vedere in fondo. Io come una scema mi son detta che cavolo è google heart? Niente, è solo uno più ignorante di me.

[edit 8.05.2010] nel frattempo quelli di google si sono accorti che ci facevano una figuraccia e hanno corretto la pagina. Mi sa che son tornata a essere l’ignorante massima mondiale.

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