datemi dei draghi per piacere

Io, per esempio, a me piace tantissimo cominciare un post con “Io, per esempio” anche se so che è del tutto sgrammaticato.
Ci pensavo oggi mentre mi dicevo che un’altra cosa che mi piacerebbe tantissimo è imparare a scrivere di niente, perchè ci son degli scrittori che adoro e che sanno scrivere benissimo di niente e a me piace da matti leggerli anche se qualche volta, a dover fare un riassunto, metti che tuo marito o tuo figlio te lo domandino: “Di cosa parla quel pezzo che hai letto?” è impossibile rispondere. Io invece a scrivere di niente non sono mai riuscita, è un’abilità che mi manca e non sono sicura che si possa migliorare con l’esercizio. Per esempio, la pasta fatta in casa, con l’esercizio si migliora. Anche l’origami. Invece scrivere di niente bisogna esserci portati, per me, altrimenti diventa un po’ come guardare la tivù senza audio: ci dev’essere dell’immaginazione per guardare la tivù senza audio, e infatti io non lo faccio mai.

Poi, mio figlio mi ha detto che la ragione per cui ho poca fantasia è che leggo troppi libri realistici. Mi ha detto che per esempio la devo smettere di leggere Paolo Nori che parla solo di cose che che possono succedere a tutti; dovrei leggere libri in cui si parla di avventure fantastiche e mondi inventati, come fa lui. In effetti ho dovuto ammettere che nei libri di Paolo Nori che ho letto finora non ho trovato nessun cavaliere o drago e nemmeno isole deserte o cannibali. Però poi ho realizzato che ultimamente ho letto anche libri che non sono affatto realistici e che raccontano storie a cui non si può credere assolutamente eppure la mia fantasia non è migliorata per niente. Non so cosa sbaglio.

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