scheletri nel frigorifero

Io ieri ho deciso che la mia casa era un disastro e ho fatto un buon proposito: ho pensato che se mi metto d’impegno e faccio una o due cose al giorno, è possibile che il sabato l’aspetto generale del posto in cui viviamo assomigli meno a un caravanserraglio e che quindi sia meno frustrante per me e anche per lo Splendido dargli una ripulita.

Per dimostrare la mia serietà di intenti ho cominciato con tre cose detestabili: l’aspirazione di quantità di balocchi pollinosi dal pavimento del piano terra, la pulizia delle scale di accesso al mio laboratorio e la bonifica del frigorifero.

Il frigorifero a casa mia fino a ieri gridava vendetta: era un’accozzaglia di vasi e vasetti che stazionavano sul ripiano più alto da tempo immemorabile. Non nascondo che alcuni ingredienti non avevano ancora cominciato a muoversi autonomamente solo perché ben chiusi con un coperchio a tenuta ermetica; altri avevano superato silenziosamente la data di scadenza nonostante  l’aspetto ingannevolmente commestibile.

Eviterei, per questioni di decenza, di descrivere lo stato dei cassetti e dei ripiani. Vi dico solo che munita di spugnette e detergenti ho dato una lustrata al caro elettrodomestico, che adesso, semivuoto e profumato, parrebbe testé uscito di fabbrica.

Quindi è da ieri che passando davanti al frigo non resisto alla tentazione di aprirlo per rimirare tanta purezza e facendo questo sono stata folgorata da un pensiero che mi piace e che quindi vorrei condividere.

Il mio frigo è bellissimo. Non perché è pulito, anche se pulito è ancora meglio. Comunque il mio frigo è bellissimo anche da fuori, e se ci passi davanti anche se non lo apri non puoi non guardarlo, ché sopra ci sono tante cose e ognuna ha un suo senso.

Io credo che il mio frigo parli molto di me e delle mie incongruenze e dei miei desideri, e quindi forse mi capite se vi dico che mostrarvelo, a me, un po’ mi emoziona.

P1020171

Annunci