si fa quel che si può

 

Flora ha un ex buchetto sul braccio destro, in alto, nel posto dove si facevano (si fanno ancora?) le vaccinazioni. Fosse solo per il buchetto: il problema è l’ex. Due volte ex: la prima volta, rattoppato alla buona con un pezzo di cartaccia e chissà quale colla, che ha lasciato un alone di grigiume tutto intorno; la seconda, richiuso con amore e pezzette di carta giapponese. Da me.

La guardo, Flora, la pelle bianchissima ma non bianca, su quel braccio lì: un bianco grigio ma anche leggermente avorio, con l’alone intorno al buchetto che non c’è verso di toglierlo, per via di quel bianco non bianco: prova tu a togliere il grigio dal bianco, proprio nel punto più bianco ma non bianco del braccio. Non si leva: si alleggerisce appena, con una passata di pastello prima bianco poi avorio, poi nero, un po’ dentro un po’ fuori ad alleggerire contrasti.

A me spiace, per Flora, avvolta dal suo velo trasparente: che mi verrebbe da sollevarlo appena, quel velo, a coprire la vaccinazione. Ma non posso.

 

 

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