il titolo non c’è

Ci sono volte, a me succede, in cui le parole si fanno gommose e insipide come se fossero troppo masticate. Si appiccicano ai pensieri e li rendono inafferrabili, isolati in una bolla di elastico. Mi pare di vederli, i pensieri, dentro la bolla, traslucida e sottile: zitti, i pensieri, senza voce, imprigionati in una tela di ragno.

Allora, in quei momenti lì, anche la scrittura si fa sforzo e lavoro per te che di solito è leggerezza e respiro. Si fa cammino con le scarpe da montagna quando cercavi una passeggiata a piedi nudi lungo il fiume.

Io, e si vede, oggi mi sembrava di voler cantare ma mi sento la lingua legata e non lo so neanche, il perché.

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