di niente, di tutto

Ho mani di vaniglia, oggi, ma pensieri inquieti.
Cucino senza fame.
Ricordo molto ma solo di sfuggita.
Avverto invece, con insistenza, l’inattitudine, il travaglio, il cruccio, il disagio della scrittura.
Invidio, un po’.
E, sempre, desidero.

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