cose di mia nonna

Quando ero piccola passavo un sacco di tempo da mia nonna. Una cosa che mi ricordo è che quando mia nonna finiva il latte metteva un pezzetto di burro nel caffè. “È uguale” diceva. Invece non era uguale per niente: nel caffè caldo il burro faceva quei bolli galleggianti orribili come succede con il brodo quando non lo sgrassi per bene e io pensavo che per nessuna ragione al mondo avrei bevuto il caffè con i bolli di burro.
Lo penso anche oggi, ogni volta che mi viene in mente, quando finisco il latte.

Annunci

degli usi del burro

Il burro fa male? Sì, occhei, i grassi saturi, il colesterolo eccetera eccetera.
Poi, se proprio proprio, devi mangiarlo crudo, ché la cottura ne altera la composizione chimica eccetera eccetera.
In effetti, spalmato su una fetta d pane caldo, da solo o con un’acciuga come spuntino, un velo di miele o di marmellata a colazione, una spolverata di zucchero se devi fare merenda, una fetta di salmone/tonno/pesce spada affumicato se cerchi cibo consolatorio, è una gioia dei sensi.

Ma secondo me vale la pena vivere per il profumo del soffritto con la cipolla e il burro che sfrigola in pentola col fuoco giusto, né troppo basso né troppo alto, in attesa di buttarci il riso o quel che devi, senza pensare minimamente allo stato delle tue arterie ma solo al potere evocativo di quell’odore di cucina senza compromessi dietetici né sentimentali.

La bellezza.