rivelazioni

Confesso che non ho mai avuto una grande affinità con il Santo patrono dei cioccolatini, quindi sabato ho pensato bene di invitare a cena otto persone (al netto della mia famiglia) per le quali ho allegramente spignattato per gran parte della giornata.

Ho evitato accuratamente di costruire cuori di biscotto e cupidi di cioccolato e invece, tra un pelamento di patate e una grattugiata di formaggio, tra una spennellata d’olio e un rosolamento di cipolla, di tanto in tanto ho buttato un occhio al computer con cui ho giocato un pochino, nelle pause. Il computer ne porta ancora le tracce: entrato in contatto con la pirofila del dolce durante il transito di quest’ultima dal tavolo al forno, ha acquisito un tocco di classe con un baffo appiccicosetto di crumble di pere al cioccolato. Buonissimo.

chiaraTutto questo per spiegare come ho scoperto una verità scomoda ma, ahimè, ineluttabile: nonostante i miei sforzi, fatti specchiandomi sulla porta del forno; sebbene sia stata del tutto obiettiva nel dichiarare un mento abbastanza pronunciato e un naso decisamente importante; benché abbia avuto anche l’onestà di aggiungere due zampette di gallina ai lati degli occhi, il mio avatar è venuto decisamente più carino di me.

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