tapirulàn/2

Dopo due o tre settimane dall’acquisto del tapis roulant sono  queste le cose che ho capito:

Dopo i primi venti minuti, che sono i più noiosi, uno può anche camminare all’infinito.

Nei programmi americani alla TV la gente è sempre bella e bionda, a meno che non siano serie trash su persone obese, disagiate, nane o deformi.
Se hai superato i trent’anni sei interessante solo se ne dimostri sessanta e vuoi affrontare un intervento di chirurgia estetica estrema per tornare alla tua età reale, cioè 31.

Negli stessi format in altre parti del mondo le persone sono normali, spesso né belle né brutte, e ti prendono nei cast dei programmi anche 40 anni e oltre.
Se sei i Pooh o Raffaella Carrà anche molto oltre.

Nei telefilm polizieschi canadesi ci sono le sparatorie ma senza dettagli splatter e quasi sempre senza morti.
La gente il pomeriggio a casa offre agli ospiti il tè fatto con la teiera e non con le bustine dentro la tazza come fanno gli americani statunitensi quando non bevono il caffè, e cioè quasi mai.

Correre, dopo due minuti mi sono già frantumata le palle. Non lo faccio più.

Il tapis roulant, i gatti lo pisciano.

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