a chilometro millemiglioni

Oggi sono entrata nel mio supermercato preferito: una cosa che, a volerle dedicare il tempo che ci vorrebbe, uno potrebbe perderci mezza giornata.

La cosa che mi piace tantissimo di questo posto è che gli alimenti sono divisi all’incirca per provenienza geografica.
Passeggiare tra le corsie è un po’ come fare il giro del mondo, e esattamente come quando giri per il mondo, ti capita di sentirti a tuo agio in certi posti più che in altri.
Io, per intenderci, mi sento molto attratta dalla zona indiana, compro sacchetti di miscele di spezie sconosciute sulla fiducia, mi porterei a casa qualunque barattolo di chutney o salsa piccante.
Invece divento particolarmente sospettosa in zona Estremo Oriente: mi fido pochissimo degli (apparentemente) antichi pacchetti cinesi che grondano glutammato e polvere, leggo tutte le etichette e poi compro quasi esclusivamente la roba thai che per qualche ragione mi dà più affidamento, molto probabilmente per merito esclusivo del packaging.
I sudamericani hanno uno scaffale pieno di roba zuccherosa che mi alletta poco, a cui do uno sguardo comunque per la curiosità: zuccheri, melasse, cioccolate, budini e dulce de leche. Ho già detto zuccheri?
L’Africa è un continente meraviglioso e completamente inesplorato (da me) infatti di tutta la corsia non conosco nemmeno un ingrediente, ci sono sacchetti di spezie, pesce secco, frutta secca, carne secca, roba strana secca, più una miriade di cose misteriose che comprerei se sapessi come usarle, o forse a ben vedere anche no.

In ogni caso mi sembra di essere al luna park, al posto delle giostre ci sono lo scatolame più variopinto che si possa immaginare, dei freezer da cui ti aspetti di veder uscire pinne di pescecane, antilope e fette di balena, frigoriferi da cui occhieggiano frutti esotici e verdura di cui è impossibile immaginare il sapore ma che solo a vederli ti fanno sognare mondi lontani.

Ogni volta che entro in questo posto mi viene da pensare a quanto variegato sia l’universo del cibo e a come le abitudini alimentari siano profondamente parte di noi, per quanto ci possiamo considerare dei gastro-curiosi (una brutta parola che però esiste).
Nella mia cucina, per dire, è imprescindibile l’olio d’oliva (e un po’ anche il burro): in questo supermercato l’olio d’oliva e il burro ovviamente non esistono, mentre invece ho potuto contare oli “alternativi” a decine: olio di palma (uno scaffale di almeno cinque metri), cocco, sesamo, soia, cumino nero, etc… senza contare le margarine e i grassi di origine e composizione ignota.

Oggi ho comprato ingredienti di tutti i continenti presenti: riso basmati, ghee e qualcosamasala, noodles e latte di cocco, patate dolci, una salsa di peperoncino, un agrume curioso.

L’Oceania non è contemplata, peccato. In compenso c’erano le fave secche. Pugliesi.

One thought on “a chilometro millemiglioni

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...