una fetta di prosciutto in campo beige

 (per Batchiara)

Il più grande dramma dell’uomo moderno – ma forse più semplicemente dell’uomo tout court – sta nella sua incapacità di percepire la bellezza anche, e soprattutto, dove apparentemente bellezza non c’è.

Non che sia un problema di facile soluzione: sarebbe utile un allenamento – o una strategia, un pensiero laterale, una magia – che ci aiutasse ad affinare i sensi nel tentativo di estrapolare dalla superficiale mediocrità del quotidiano quel che di sorprendente esiste,  quasi sempre. L’abitudine alla banalità, però, è una zavorra di cui difficilmente ci liberiamo.
È tanto più difficile perché quasi mai esiste una bellezza assoluta, lasciarsi guidare dalla sensibilità altrui non sempre porta a risultati davvero soddisfacenti e si finisce per accontentarsi della forma più scontata del bello senza intraprendere mai con convinzione un percorso personale verso la meraviglia.

Poi capita – ad alcuni se non a tutti – che in momenti di particolare apertura mentale, o di congiuntura inspiegabilmente propizia,  il mondo improvvisamente riveli le sue ricchezze, fino a quel momento mimetizzate dietro strati di consuetudini. E allora non bisogna perdere l’occasione di lasciarsi condurre dalla sorpresa, di cogliere il presentimento, di navigare oltre il tangibile per esplorare possibilità.

Io, in questo istante, sto vivendo questo momento magico in cui ogni cosa trova senso. Non è importante che il dettaglio rivelatore sia un profumo che emerge dallo smog o una parola insulsa che assume un significato nuovo o ancora un’orrenda fetta di prosciutto in campo beige che si trasforma in un oggetto con una sua dignità*. Il percorso mentale ed emotivo è sempre lo stesso e si porta dietro un circolo virtuoso di energia e entusiasmo che funziona da antidoto allo sconforto.

Se solo avessi idea di quale sia il catalizzatore di questa reazione a catena potrei fare il bene dell’umanità, me lo sento.

IMG_0194 IMG_0195* dove la dignità dell’oggetto ha valenza squisitamente soggettiva

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One thought on “una fetta di prosciutto in campo beige

  1. Per me la felicità è una magia che arriva nei momenti più inaspettati. Anche se talvolta dura un solo istante mi lascia però nella certezza assoluta che si ripeterà. Credo sia la vita che torna a bussare quando meno me l’aspetto

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