Il n’est rose, sans espine

Mai come quest’anno la fioritura delle rose mi è parsa del tutto priva di pudore.
Ho assistito a esplosioni di supernovae in angoli nascosti di giardino, in passerelle di primedonne in mise da gran sera, a schiamazzi e scoppi di risa, di sussurri e canto .

Mi è sembrato che da ogni cancellata si affacciassero petali e rami; grappoli di rossi e arancio e incarnati di bianchi e rosa.

Discreta grazia gotica, leziosa frivolezza rococò, confusa turbolenza romantica, sontuosa magnificenza barocca.
Castità e lussuria, purezza e sensualità, modestia e sfacciataggine.
Sfumatura eterea, pienezza monocroma, sorpresa iridescente.
C’è posto per qualunque voce in questo concerto di luci che infiammano multicolori l’aria di maggio.

Vien quasi da dimenticare che, a toccarle, pungono

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