la magnifica invenzione della merenda sinoira

I piemontesi, esempio di sobrietà e rigore, hanno questa virtù che nascondono dietro un aplomb tutto particolare: hanno sviluppato nei secoli la capacità di godere in maniera smisurata senza dare nell’occhio.
Ne sono una dimostrazione inequivocabile l’invenzione del gianduiotto (piccolo e discreto ma profumato e segretamente noccioloso), la declinazione del tartufo nelle sue molte espressioni (apparentemente poco più di una patata che puzza di gas, ma con la sorpresa), il concetto stesso del fritto misto alla piemontese (una cosa che a descriverla sembra opera di un pazzo), la geniale ideazione della Bagna Cauda che a raccontarla sembra una tortura invece è una delizia, per non dire del vino (che non conosco per mia colpa) e di un sacco di altre prelibatezze che invece ignoro perché, si sa, i piemontesi non hanno mica tutta questa smania di esportare le loro godurie.

L’altro giorno però sono venuta a conoscenza di questa tradizione piemontese che a me è subito sembrata fantastica, tanto più che l’avevo inventata anch’io spontaneamente, a dimostrazione di quale sia l’affinità elettiva tra il Piemonte e me.

La tradizione si chiama merenda sinoira e consiste in quello che io propongo per la festa della Befana e cioè un tè pomeridiano che sconfina nell’aperitivo e poi nella cena e poi nel dopocena e soprattutto a me è sembrato azzeccatissimo il gemellaggio spirituale tra il nord est e il nord ovest che si è espresso con la contaminazione della tradizione piemontese con la sarda in saor, tipicamente veneziana.

Gli amici torinesi se ne sono ripartiti verso il suolo natio con uno scartossetto di sarde, per sancire l’intesa sabaudoveneta.

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2 thoughts on “la magnifica invenzione della merenda sinoira

  1. E’ vero ci piace proprio la “merenda sinòira”.
    Come dici tu, è un pò una scusa per poter iniziare a mangiare cena prima del tempo e poter continuare indisturbati anche oltre!
    Ci sono diversi localini che si sono attrezzati e puoi iniziare mangiando salumi e formaggi tipici accompagnati naturalmente da un buon rosso. Che può essere leggero per chi non è troppo avezzo a un buon barricato per chi se lo può permettere non dovendo guidare….

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