di necessità virtù (questo non è un blog di cucina e infatti si vede)

Ieri sera, era quasi ora di cena, con le amichette del friendfeed stavamo dicendo che avevamo tantissima voglia di un samosa o di un uramaki: son cose di cui noi che abbiamo queste perversioni culinarie etniche in comune discettiamo sovente.
Io però non dispongo di gastronomie indiane nei paraggi e mi sto adeguando al periodo di ristrettezze economiche escludendo la possibilità di entrare in un ristorante giapponese per puro capriccio (= in mancanza di occasione specifica di festeggiamento che meriti lo strappo alla regola); inoltre ero sprovvista della materia prima e del tempo necessari per autoconfezionarmi i samosa (il sushi non sono proprio capace) e, dettaglio non trascurabile, avevo già in programma una dietetica quanto triste minestrina di verdure vicine alla data di trasformazione spontanea in rifiuto umido, nella fattispecie cipolla e carote intristite ma, ancora per poco, commestibili. Me ne stavo appunto lamentando quando (colpo di genio) la Batchiara mi ha detto: “Mettici il curry”.
Ho avuto una specie di allucinazione olfattivo/gustativa subitanea, un preludio di godimento, anche il ricordo di un pugnetto di riso basmati che giaceva in una ciotola, avanzato dalla cena di ieri: pronto, lui, a diventare improvvisato cibo per il cane.

Insomma la mia minestrina dietetica è diventata come per incanto una vellutata di carote al curry addensata con il (profumatissimo ancorché poco invadente) riso basmati e servito con dei crostini di pane strofinati di aglio (poco il giusto). Peccato che nella mia cucina mancasse del tutto quel tocco di verde (prezzemolo? coriandolo?) che l’avrebbe resa perfetta.

Son soddisfazioni. (Grazie Bat)

[Soffriggi una cipolla insieme al curry per un minuto, aggiungi carote tagliate a rondelle e brodo, insieme a un pugnetto di riso basmati crudo o due pugnetti di riso basmati già cotto. Fai cuocere finché la carota e il riso risultano completamente cotti. Frulla tutto. Servi con pane grigliato strofinato di aglio e tagliato a dadini e una spruzzata di prezzemolo (anche se questo non l’ho provato ma per me, nella mia testa, ci sta benissimo)]

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