come quando ti togli il vestito appariscente e ti rimetti il maglione vecchiotto ma comodo

Lo so lo so, adesso funziona che vieni qua perché hai visto che c’è un post nuovo e non ti ritrovi, ti pare che non te lo ricordavi così questo blog, oppure se è un po’ che mi conosci mi riconosci subito, invece, anche se con questa mise non mi avevi mai vista.
Perché quella sgargiante pappagallata che era questo posto negli ultimi mesi, te lo devo proprio dire, non ero io. Cioè ero io ma lievemente fuori dai miei binari, quelli di blu e di grigi, di carta e di lana, insomma: ero io che mi dipingevo di un profumo che in verità non ho, ecco.

Adesso mi dispiace perché forse ti deludo ma così mi sento meglio, magari mi viene perfino voglia di scriverci dentro. Spero che apprezzi comunque l’azzurritudine che sa un po’ di cameretta tiepida di neonato, di primavera. Ma anche di ghiacciaio dal di dentro, volendo: se sei stato dentro un ghiacciaio te lo ricordi di sicuro.
Un colore per tutte le temperature, insomma. Se ti pare che ci voglia un po’ più di scuro, di grigio, di caldo, dammi un consiglio che può essere che lo segua. Ma può anche darsi di no.

Alla fine mi metto sempre quello con cui sto comoda e non quello con cui sto bene. Sono sempre la solita cialtrona.

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8 thoughts on “come quando ti togli il vestito appariscente e ti rimetti il maglione vecchiotto ma comodo

  1. non sono sicura di condividere la chiusa sai. non va mica bene che tu dia per scontato che ogni cosa che ti calza bene debba essere necessariamente scomoda. secondo me esistono un milione di cose che ti stanno da dio e nelle quali ti trovi comodissima.

  2. Bello, bello.
    Bello la new mise (e te lo dice uno che è stato dentro in un ghiacciaio ma che avrebbe preferito essere in una cameretta tiepida)
    Bello il post.

  3. Ciao,
    mai stata dentro un ghiacciaio, ma mi piace l’idea di cambiare colore ogni tanto ed è bello ritrovare l’immagine dei ghirigori col filo di lana sulla carta. Dico la mia, mi piacerebbe un tocco di rosso.
    Stefi

  4. Dacché si capisce / l’ultimpost del Merciaio / chi si riferisce.
    Har haaar haaaaar!

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