come rendere un nativo digitale un uomo vero (potete provare anche voi)

Sono due giorni che penso a mia nonna perché volevo scrivere un post per un blog che cerca storie di cucina, e mia nonna è stata la prima persona che mi è venuta in mente per una storia di ricordi che parlano di cucina.

Poi da quando ho cominciato  a pensarci non ho smesso più e tutte le cose che succedono adesso (e magari anche fino a domani) in qualche modo mi viene da legarle a qualche ricordo di mia nonna.

Oggi che mio figlio era a casa malato, e anch’io non è che mi senta benissimo, per la verità, ci siamo messi in soggiorno a fare attività leggere per persone malate: a un certo punto ho realizzato che c’era una cosa che mi serviva tantissimo, un piacere che dovevo chiedere a mio figlio (che in quel momento era sfaccendato) e che si sarebbe rivelato di grandissima utilità per me ma anche per lui: una specie di lezione di vita che io, a mia volta, me lo ricordo perfettamente, avevo imparato da mia nonna.

“Metti le mani così” gli ho detto, mostrandogli come. Lui ha allargato le braccia e ha alzato gli avambracci pependicolarmente al pavimento per lasciarmi infilare la matassa di lana di pecora biologica che nelle mie intenzioni doveva diventare un gomitolo e poi una specie di maglia.

Poi siamo stati un po’ a chiacchierare mentre io facevo il gomitolo con la lana e lui si dondolava assecondando il movimento di srotolamento del filo. Non so se avete presente.
Mentre lo facevo pensavo che quel gesto lì ogni uomo completo dovrebbe conoscerlo, infatti io due uomini su tre, in casa mia, li ho addestrati.
Lo deve conoscere perché è una specie di legame con il passato: io sono certa che mio padre e mio nonno e il mio bisnonno quel gesto lì, una volta almeno ma più probabilmente mille, forse brontolando, da piccolo o da grande, lo deve aver imparato ed è bellissimo, io credo, che certe cose rimangano, anche se diventano rare e non più quotidiane, perché mio figlio è un uomo del ventunesimo secolo e non del diciannovesimo come mio nonno o del ventesimo come mio padre, e di fare i gomitoli non gli capiterà spessissimo.

E insomma oggi ho sentito di aver fatto una cosa utile per l’umanità: tramandare un gesto quasi perduto.

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4 thoughts on “come rendere un nativo digitale un uomo vero (potete provare anche voi)

  1. Quella cosa lì, quella del gomitolo, me la faceva fare anche mia nonna. Io mi annoiavo a morte, avevo giochi, libri, la tv dei ragazzi, era tutto tempo perso. Invece dopo, molto più tardi, ho capito che quel tempo lì, quello delle braccia che accompagnano il movimento e lo srotolarsi della matassa, adesso mi manca molto più dei giochi e di tutte le altre cose.

  2. Pensa che mia nonna, quest’estate, è riuscita nell’eroica impresa di staccare dalla televisione, per due giornate intere, tre dei suoi nipoti: li ha radunati sotto il portico e gli ha insegnato ad usare i ferri da maglia (punto dritto e rovescio).

    ps. Guarite, neh!

  3. @maimaturo: sai che ci ho fatto un pensierino anch’io, di insegnare ai miei a far la maglia? Secondo me potrebbe essere interessante

  4. Grazie Chiara, mi hai sfrucugliato nell’intimo… quante matasse che ho tenuto, per la Nonzia, per l’Angiolina e anche per quella schiavista di mia sorella.
    Mai mi sarei immaginato che alla fine il gomitolo si potesse riavvolgere anche digitalmente grazie a te.

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