la conclusione

Non sono, e non sono mai stata, una madre ansiosa, fatta eccezione per le prime due settimane di scuola, il momento dell’anno in cui riesco a concentrare in un groviglio di agitazione palpabile tutte le mie paure materne, e in cui devo fare uno sforzo immane per con contagiare la famiglia con le mie insicurezze e i miei timori.

C’è chi mi prende ancora in giro per l’aria semiisterica con cui mi aggiravo, negli anni passati, in concomitanza con le prime riunioni, a scuola, in palestra, in canonica o a scuola di musica, nel disperato tentativo di far coincidere orari e occupazioni, non di un figlio solo ma di due, abituati da sempre ad avere attività extrascolastiche impegnative, per loro e per me.

Quest’anno (lo dico perché non sono superstiziosa ma lo dico sottovoce perché non si sa mai) sembra che gli orari abbiano cominciato a incastrarsi alla perfezione da soli, come se non ci fosse bisogno di me e della mia fatica per organizzare spostamenti, scherma, violoncello, atletica, scuola e conservatorio, anche grazie al fatto che, orfani delle 15 ore settimanali di ginnastica, il tempo sembra improvvisamente dilatato e i pomeriggi lunghissimi.

Secondo me la conclusione è che 15 ore di ginnastica fanno le madri isteriche.

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