fenomenologia dello scambio di casa/0: Parigi val bene una pulizia del water

Parigi ho capito che io mi ci sento a casa perché nella decina, forse più,  di vacanze che ci ho passato in vari momenti della mia vita, ho di fatto sempre abitato nella casa di qualcuno. A casa di Régine, a casa di Mona, a casa di Cécile, a casa di altri di cui non ricordo più il nome; questa volta qui a casa di Pascal, che a differenza di tutti gli altri era un perfetto sconosciuto ma da quando ho abitato a casa sua non lo è più.

Una cosa che mi piace di Parigi è che quando cambi quartiere è come se cambiassi città, e quindi abitare nel 19° (casa di Régine) è stato diversissimo che abitare nel 7° (casa di Mona) o nell’ 11° (casa di Cécile), per il fatto che la gente da un quartiere all’altro non si assomiglia, sembra proprio che si muova in modo tutto suo: abitare appena fuori dalla città, in una casa invece che in un appartamento, in un altro comune (casa di Pascal) è stato diverso in un altro modo ancora perché di gente ne incontri pochissima, in agosto, e ha tutta l’aria di essere in vacanza, si muove da vacanza.

Un’altra cosa che mi piace di Parigi è che a seconda delle persone con cui ci vai ti mostra una faccia diversa. Se vai dieci volte nello stesso posto con dieci persone vedrai dieci cose differenti, e ti verrà voglia di tornarci con l’undicesima.
Io, per conto mio, ci vorrei tornare con tutte le persone che amo, con alcune ci son già stata e probabilmente ci tornerò, con altre sono certa che non ci arriverò mai, ma se potessi lo farei, di corsa, con tutti.

A Parigi, se ci torni abbastanza spesso, l’ideale per me sarebbe una volta l’anno ma io una volta l’anno purtroppo non ce la faccio, ti accorgi che ci sono dei posti dove torni sempre e dei posti dove torni di rado. Per esempio a Montmartre erano trent’anni che non ci andavo e quest’anno che ci son tornata ho capito perché, e son sicura che almeno per i prossimi trenta sono a posto.

A Parigi vale la pena di capitarci in stagioni diverse perché così quando ci vai d’estate puoi permetterti di spendere una vacanza intera a zonzo per parchi e giardini che sono tutti fioriti e bellissimi e abbastanza invasi dai parigini in vacanza ma abbastanza poco dai turisti che devono vedere tutti i monumenti.

A Parigi può capitare che quando arrivi devi pulire il bagno però alla fine pensi che ne valeva comunque la pena.

One thought on “fenomenologia dello scambio di casa/0: Parigi val bene una pulizia del water

  1. io do una sciacquatina pure a piatti e bicchieri…
    però sì, ne vale sempre la pena.
    ah poi volevo dire che io ti leggo via feed e ora che sono venuta a commentare ho visto come è bellino il vestitino del tuo blog. brava.
    ciao.

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