rivoglio i momenti sospesi

Non siamo più capaci di aspettare, i tempi delle attese ci sembrano spreco di vita: e sì che poi di vita ne buttiamo tanta in altri modi…
Ordiniamo un libro e lo vogliamo a casa, domani: se tarda scalpitiamo.
Facciamo un biglietto (del treno, del cinema, del teatro) e ci serve subito, qui. Guai se qualcosa va storto, se la connessione non c’è, se il sito non funziona: il tempo di aspettare non esiste, non è contemplato, la normalità è arrivare all’ultimo minuto e pretendere l’immediatezza.

E non ci ricordiamo più che gioia dava sfiorare i desideri, coltivare le aspettative, vagheggiare, sognare, oggi che ci sembra troppo aspettare il tempo di scaricare un disco da iTunes (un supplizio, pare: diresti mai che parliamo di minuti?) e che controlliamo impazienti la risposta a una mail che dopo un’ora ancora non arriva. Eppure sembra ieri che registrare un disco o doppiare una cassetta durava il tempo dell’album, e anzi era il pretesto per ascoltarselo tutto, e goderselo nell’attesa.
E aspettare una risposta che non arrivava significava guardare ogni giorno all’ora del postino la cassetta delle lettere vuota, fino alla mattina in cui miracolosamente la cassetta ti regalava un piccolo tesoro; e qualche volta avere la fortuna di una congiuntura favorevole di scrittura, levate e distribuzioni che nel giro di un paio di giorni ti riportava una lettera nuova, in risposta alla tua, emozionante perché inattesa.

Dove sono finiti il respiro del tempo, la fatica della gestazione, la trepidazione e insieme la pazienza?
Si son lasciati dietro la stizza, la frenesia, la fretta e l’insofferenza.
Niente che possa farci godere dei momenti sospesi.

2 thoughts on “rivoglio i momenti sospesi

  1. …che poesia in queste parole! Bello. (Suggerisco che adesso si puù scegliere la velocità o la lentezza. Una lettera la puoi sempre scrivere su carta e aspettare la risposta, se vuoi).

  2. tu Chiara sei una persona meravigliosa dentro. E io mi sono fermata a leggerlo questo post che stamani mi serviva una cosa così. Un abbraccio forte.

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