sull’estetica del regalo

Scrivendo gli auguri di Natale a un amico, oggi, pensavo al fatto che io infiocchetto pochissimo. Impacchetto, perché mi piace l’idea della sorpresa; mi piace anche decorare le carte, o al contrario usare la carta più anonima che esista, tipo la carta da pacchi o di giornale, e piazzarci su uno spago vero o inventato, però i fiocchi veri e propri, fatti di nastro, li metto solo quando faccio un regalo che non è un vero regalo, un regalo che devo fare. E non scrivo quasi mai i bigliettini: in effetti solo quando ho veramente qualcosa da comunicare, insieme e oltre al regalo (cioè raramente).
Ho uno stranissimo senso estetico del pacchetto, io.

Qualche giorno fa, per il mio compleanno, ho ricevuto un regalo dentro a un sacchettino della libreria, e anche uno dentro a un sacchetto della merceria, senza carta, e ho pensato che era bello perché era come se nel regalo quasi nudo ci fosse anche il senso del regalo stesso, che non aveva bisogno di belletto.

Poi ho ricevuto un regalo con la carta e un biglietto bello ma muto e anche lì c’era il senso della ragione del regalo che non aveva bisogno di parole.

Questi amici miei che fanno i regali senza carta o senza biglietto io li apprezzo tantissimo, mi sembra proprio che siano amici fatti apposta per me

7 thoughts on “sull’estetica del regalo

  1. il regalo che devi fare non lo senti, non lo vivi allora cerchi di renderlo più bello infiocchettandolo. quello vero, trasmette tutto senza bisogni di abbellimenti. il prossimo salame non me lo farò nemmeno incartare🙂

  2. Non è questione di gusti?
    Esistono delle persone che gioiscono immensamente quando possono fare un regalo e gioiscono ancora di più quando possono impacchettarlo con nastri e nastrini.

  3. ho capito cosa intendi, però considera anche che il feticismo del pacchetto non sempre è una frivola deriva del packaging, ma alle volte è dettato dalla sincera e amorevole voglia del regalante di creare qualcosa di bello per il destinatario
    (si capisce che sono un’amante di nastri, nastrini, soluzioni bizzarre e fiocchetti?)🙂

  4. Mi hai fatta riflettere su cos afaccio con i regali.
    Non li incarto quasi mai…il biglietto, sì. Quello mi piace tanto.
    farlo e riceverlo.
    Diciamo che quasi sempre per me il regalo è ciò che “sta scritto”…

  5. si vede che questi tui amici non sono miei clienti in libreria.
    è un abominio quello che ci costringe a fare la gente con tutti quei pacchetti a natale.
    per certe persone è più importante il pacchetto del contenuto.
    tu hai scritto una bella cosa, quasi quasi la stampo e la appiccico in libreria.

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