il massimo

A me si scatena un istinto, in certe situazioni: lo chiamerei l’istinto della matriarca, anche se per il momento non posso dire di essere una matriarca nonostante il mio progetto di vita lo preveda.
Allora oggi, che si potrebbe definire una giornata molto particolare per via dell’emergenza alluvionale, della clausura forzata, dello smarrimento di fronte ai piani scombinati, non trovo di meglio da fare che vestire i panni della nonna e accendere il forno, adottare nipotine da avviare all’arte della pasta frolla e del momento del tè come rimedio alle delusioni della vita; scegliere il divano come luogo di aggregazione e lasciare che il tempo scorra.
L’istinto della matriarca fa sì che le cose si mettano per il meglio quando hai un tetto sulla testa, una coperta sulle ginocchia e qualcuno con cui fare quattro chiacchiere in cucina impastando i biscotti.
La vita della matriarca, non so: a me pare il massimo che si possa desiderare.

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