il settimo giorno

Il settimo giorno Dio disse a tutti che andava a riposarsi e invece si dedicò all’isola.

A Dio piaceva molto l’idea che ci fosse un posto che raccogliesse il bello del’acqua e della terra, un luogo dove chiunque potesse allontanare i pensieri scomodi e aprirsi alll’intuizione. Un pezzetto di mondo in cui la distanza fosse lo scopo e l’isolamento un premio.
Ora: Dio era indeciso, Come la faccio ‘sta isola? Piccola, grande, alta o bassa, non lo sapeva neanche lui. Gli piaceva piccola come una briciola sulla tovaglia ma anche enorme come un elefante in una tinozza. E piatta come una frittata di patate ma anche movimentata come un ottovolante.

Allora gli venne l’idea geniale e fece il Madagascar, la Sardegna e Mururoa. Poi tutte le altre di grandezza spropositata e infinitesimale, modellandole con la creta a seconda dell’estro.

Alla fine di tutto prese un’amaca, si scelse la sua isola prediletta (detto tra noi, poco più di uno scoglio) e tra due palme o due pini marittimi o due faggi, lontano da tutti, si fece il riposo più beato dalla creazione in qua.
Senza isola, non avrebbe potuto.

4 thoughts on “il settimo giorno

  1. Letto così sembra che qualcuno sull’isola si sia riposato molto e qualcuno invece abbia dovuto pensare un po’ a tutto.
    E quest’ultimo secondo me è l’autrice del post

  2. a me, invece, sembra che quell’isola sia stata una specie di paradiso terrestre

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