peccato

In borsa tengo sempre due cose, oltre al portafogli e al cellulare (il cellulare neanche sempre perché son più le volte che me lo dimentico a casa): un quaderno per scrivere, che magari c’è bisogno di scrivere e mi serve un pezzo di carta; e un libro da leggere, che  non si sa mai che ci sia da aspettare dieci minuti e aspettare con le mani in mano a me non piace.

L’altro giorno pioveva e quindi sono arrivata al cinema prestissimo, ancora prima dell’ora da pensionati in cui cominciava il film. Niente paura, mi son detta, sguainando, sfoderando, tirando fuori il mio libro. Il mio libro era “Le storie di mia zia“.

Con “Le storie di mia zia”, non avevo letto neanche tre pagine e mi veniva da ridere, e si vede che pareva una cosa strana, ridere in una giornata così buia e piovosa, perché il mio vicino di poltrona di cinema ha cominciato a chiedermi cose sul libro e poi su di me e insomma pareva proprio che fosse invidioso che io potevo leggere “Le storie di mia zia” e lui no, perché chiacchiera, chiacchiera non mi lasciava continuare la lettura. Poi è cominciato il film.

Poi la sera, a casa, dopo cena, alla tele non c’era niente da vedere come al solito e noi ci siamo messi in quattro nel lettone e lo Splendido scriveva uno splendido pezzo frutto del suo insuperabile ingegno e io leggevo ai miei figli “Le storie di mia zia”, frutto del formidabile ingegno di Ugo Cornia.
Quando i ragazzi sono andati a letto io ho continuato a leggere “Le storie di mia zia” e come mi capita spesso, anzi oserei dire praticamente tutte le sere, a un certo punto mi sono addormentata, ma era così piacevole la lettura de “Le storie di mia zia” che mi son messa a sognare un’altra storia di mia zia di mia invenzione, ma scritta proprio come quelle di Ugo Cornia e anche abbastanza divertente come le sue. Peccato che non me la ricordo più.

7 thoughts on “peccato

  1. Pingback: peccato « In the mood for writing

  2. servirebbe un raccoglitore di sogni, un filtro, un colino, un passin, insomma, qualcosa che ce li facesse ritrovare la mattina.
    Uhm…devo inventarlo.

  3. no, è che penso alla scena di quattro sul lettone, uno che scrive e l’altra che legge a due bambini, e se mi venisse chiesto di esprimere un ultimo desiderio sarebbe una cosa così.

  4. mi sa che se sul lettone continui a leggere cornia e poi ti addormenti, lo splendido gli farà una visitina..al cornia

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