1698 tortellini

Due mani tirano la pasta (venti uova, la pasta).
Quattordici fabbricano tortellini. Nove vassoi che si riempiono. Lorenzo conta.
Sette donne parlano insieme: tre sorelle, tre nipoti, una ragazzina. Intanto, sei bambini bambini giocano.
Fuori c’è la neve, dentro il calore di una cucina affollata. Mentre due uomini, curiosi, ascoltano parole.

Credo, tra l’altro, che siano cappelletti.

21 thoughts on “1698 tortellini

  1. com’è il rumore del deglutire nei fumetti:
    glup! una cosa del genere?
    fame comunque
    fame di tortellini (io li chiamo tortellini)

  2. Quelli in Romagna si chiamano cappelletti (comunque anche se li chiamassi cocomeri, me li mangerei volentieri).

  3. Sono di una tale bellezza, la bellezza delle cose fatte a mano e fatte insieme… (la bontà è fuor di dubbio)

  4. famne di tortellini, ma anche fame di tutto quello che hai descritto nel fare i tortellini, bello chiara🙂

  5. ma che bellezza, che bellezza, che calore, che amore, che belle le mani sporche di pasta e l’odore del ripieno.

    brava tu a raccontarcelo e a scaldare il natale.
    (d’altronde io a natale mangio pizza surgelata da anni, hai voglia ad avere freddo)

  6. Pingback: il giro del mondo a km 0 « In the mood for writing

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