alla fine gli occhi vedono quello che vogliono

Sono stata a vedere la mostra di Hopper, a Palazzo Reale, a Milano, sabato.

Una cosa che mi piace molto è andare al cinema, cominciare un libro, entrare in un museo, senza avere l’idea precisa di quello a cui mi sto avvicinando. Questa volta è stato così: sapevo poco o niente del pittore e avevo in mente qualche dipinto famoso, niente di più.
E’ evidente che i quadri visti in foto non assomigliano a quelli studiati da vicino. Le dimensioni stesse cambiano tutto. La consistenza della pennellata, da una distanza ravvicinata, prende spessore e vitalità. Il colore è finalmente autentico; l’intenzione, palese.
Quindi dovrebbe essere facile scorgere quello che vedono tutti, in questo caso: la luce protagonista, la scelta dei toni, lo studio dei soggetti, i silenzi e i dettagli.

Io mi ritrovo invece, già dalla prima stanza, quella degli autoritratti, a tratti ipnotizzata dai bianchi e dai neri delle incisioni e dei disegni, numerosi: a matita nera, carboncino, grafite; e dai grigi dei dipinti: grigi che vicino ai bianchi paiono neri, grigi che vicino ai neri paiono bianchi. Grigi quasi rosa, quasi azzurri, quasi gialli.

Io sono sicura che quando ripenserò a questo pittore me lo ricorderò come il pittore dei grigi, mi sa che son l’unica al mondo.

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13 thoughts on “alla fine gli occhi vedono quello che vogliono

  1. io quei disegni, quegli schizzi, quelle chine, quelle acqueforti ce le ho ancora impresse nella mente. che atmosfera, che bellezza. forse non è il pittore del colore (io non l’avevo comunque mai inteso in quel senso) ma si conferma il pittore dell’atmosfera.
    una mostra bellissima per me.

  2. adesso che ho letto questo appunto, io mi ti immagino a te, chiara, con l’occhio strabuzzato e il faccino serio che guardi i grigi che sembrano neri e i grigi che sembrano bianchi, e rosa e gialli. Ché l’inverno è ancora lungo e di grigio ne abbiamo favanti tanto ma se così cangiante come quello che vedi tu, evviva!

  3. …Io, più banalmente forse, ho in testa i gialli, i blu, gli azzurri, i verdi. E però è vero, gli occhi vedono quello che vogliono… (e i tuoi sorprendono!)

  4. No no, sembra solo che ci siano molti disegni schizzi e autoritratti, e pochi quadri famosi. Da cui il dubbio (visto che andare a Milano, è lunga).

  5. no, @trabucco, ce ne sono, di quadri; famosi non so perché io non lo conoscevo, Hopper, non tanto. Però ce ne sono di belli, e uno in particolare quello che è piaciuto a me e a mastrangelina, con una strada bianca e un’ombra di arancio, bellissimo, secondo me. Non fare il poltrone e vai. Anzi se vai avvertimi che ci sono un paio di altre cose che volevo vedere anche io e così andiamo insieme, dài

  6. Gli occhi vedono quello che vogliono, e noi finiamo col trovare sempre quello che stiamo cercando…
    Spero di vedere Hopper nel week lungo di Sant’Ambrogio… anch’io senza aspettative se non quella di godermi le sensazioni che la pittura mi trasmette 🙂
    alessandra

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