e poi scopri che il gatto ti ha mangiato una brioche

Suona la sveglia e tu un altro minuto, magari due. L’ultimo, poi ti alzi. Mi lavo dopo, intanto vai, chiama tuo figlio, prepara la colazione, un occhio aperto e l’altro chiuso, hai fatto tardi ieri sera. Il cielo non c’è, piove, l’aria ha un colore umido; freddo no, umido. Esci, ti bagni un poco perché l’ombrello l’hai dimenticato in macchina. Non c’è traffico il sabato mattina chi vuoi che esca a quest’ora del sabato; la scuola il sabato è una sofferenza ma bisogna.
Non c’è traffico a quest’ora il sabato, siamo in anticipo, ci fermiamo in pasticceria?  Il profumo dello zucchero e del caffè cerca di svegliarti ma tu no, resisti. Due minuti e sei davanti a scuola, ci vediamo dopo, un bacio sulle labbra e sei già di ritorno. Cinque minuti, per strada non c’è nessuno. Non sono neanche le otto, ti spogli, torni a letto, riprendi un sogno interrotto.

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