attività che fanno rivivere l’adolescente che è in noi (un titolo fuorviante)

Una cosa che mi è sempre piaciuta, lo so che pare impossibile ma è così, è fare la spesa. Quando ero molto giovane e non avevo famiglia – una famiglia mia, intendo – mi davo appuntamento il sabato mattina, di ritorno dalla mia settimana di studio a Firenze, per la spesa grossa con mia madre. Che a vent’anni, ventidue, una passi il sabato mattina a far la spesa con la mamma, lo so, è bizzarro, ma per me quell’appuntamento lì aveva all’incirca la stessa importanza del momento in cui scendevo dal treno e trovavo ad aspettarmi il moroso. Uguale. Il moroso aveva solo una precedenza temporale.
Andavamo al supermercato a sbizzarrirci col carrello, pensando alle cose che avevamo voglia di preparare; io mi facevo coprire di attenzioni gastronomiche, lei sembrava contenta di questa attività domestica condivisa.

Anche oggi che la spesa la faccio per dovere, il più delle volte da sola, in qualche occasione accompagnata da uno dei miei figli, più raramente da entrambi, è un impegno che per me non ha smesso di avere il suo fascino.
Per precauzione scelgo, in genere, un supermercato di dimensioni umane, avendo io già da tempo sviluppato una discreta avversione per gli ipermercati, specie se situati all’interno di quei diabolici luoghi destinati alla follia dell’acquisto di massa che sono i centri commerciali. Il mio supermercato di fiducia è la Coop (la Coop sei tu, direbbero a questo punto i miei figli), che ha il vantaggio di essere ubicata, rispetto a casa mia, a una distanza a prova di surgelato.
Alla Coop, quella dove vado io, secondo me fanno un test agli aspiranti dipendenti, prima di assumerli: li prendono solo se sono sorridenti e gentili, e a me vien voglia di essere sorridente e gentile e questo si ripercuote positivamente sulla mia spesa. Solo a una cassiera si son scordati di fare il test prima dell’assunzione, il che mi porta ad accettare lunghe code alla cassa pur di non capitare con lei: se la conosci la eviti. Ho anche, da tempo, il sospetto che sia uno stratagemma messo in atto dall’astuta cassiera per lavorare di meno.

Il problema, alla Coop, ma anche negli altri supermercati, è che se ho fame, ispirazione e non sono malata o a dieta mi viene voglia di comprare un sacco di cose, scelgo i prodotti che conosco e che mi ispirano, mi faccio venire in mente ricette o le invento lì per lì per giustificare l’acquisto di un ingrediente inconsueto. Mi diverto, insomma.
Ma in giorni come questi, mezzi malati e a dieta e un po’ giù di corda, a me l’unica cosa che viene in mente, intanto che mi preparo per la spedizione al supermercato, è che vorrei fare la crostata di pere ma che forse non dovrei. Mi manca lo spirito giusto, ecco, oggi.

10 thoughts on “attività che fanno rivivere l’adolescente che è in noi (un titolo fuorviante)

  1. secondo me se la fai poi ti torna, lo spirito giusto. io ci proverei. e non metterti alla prova con la cassiera stronsa!🙂

  2. chiara falla crostata di pere va… oppure pere e cioccolato che è buona!

    p.s. a me piacciono i negozietti dove tutti si conoscono, ma non ce ne sono quasi più

  3. Ti invito a provare, ma con animo bendisposto, un paio di discount. Là trovi cassiere strappate alla Gestapo ma anche, meraviglia, rarissime cassiere di gentilezza innata e inaudita. Tanto lo so che vai alla Coop per dare una mano all’alternativa di governo.

  4. Dove andrò ad abitare c’è la coop che per dovere di cronaca è presente anche nel tempio del consumo di massa denominato “Corti Venete” con un supermercato che definirlo enorme è riduttivo (sennò che Iper è giusto :))

  5. sarà che è un IperCoop, ma nel mio supermercato a prova di surgelato le cassiere hanno fatto il test della brutta e antipatica!
    sono tutte così!!
    c’è anche un ragazzo che fa il cassiere, anche lui brutto e antipatico… è incredibile…
    adesso ci sono le casse fai-da-te…
    loro sì che sono simpatiche!🙂

    il mio dietologo dice:
    mai andare a fare la spesa alla sera prima di mangiare!
    io sto per infilarmi all’Iper! Aiutooooo!

  6. é chiaro da questo post che devo assolutamente rivoluzionare il mio gughel riider che non posso mica continuare a perdermi ste cose, eh!
    Comunque per me spingere il carrello resta l’attività di coppia che più di altre segna l’avvenuto passaggio da “stiamo insieme” a “stiamo insieme a tempo indeterminato”. Poi magari no, ma quando lo fai si.
    Poi adesso invece non lo farei più che la coppia a tempo indeterminato preferisco che passi il tempo a spingere altro. ^_^

  7. @elena: la spesa di coppia, non la faccio più da un pezzo, ma appena sposati era bello🙂

    @matteo: i discount li ho anche frequentati. Un po’. Ma sono una tipa difficile, e poi tu prova i prodotti fior fiore coop e poi dimmi come fai a cambiare super

    Per tutti: la stronsa aveva l’aria truce e oggi faccio la crostata😀

  8. a me (purtroppo!) non ci è voluto il dietologo per farmi scoprire che fare spesa con la fame è dannoso, ogni tanto trovo nella credenza delle cose inaudite!
    anche io penso che fare la spesa sia un piccolo piacere per la cura di sé.😉

  9. come ti capisco a 25 anni ancora studentessa fuori sede tutti i sabati mattina facevo la spesa accompagnata dai miei 3 ometti compagni di casa con carrellino marrone a quadri, un grande dovertimento settimanale a me poi d’obbligo toccava cucinare tutta la settimana, a loro lavare i piatti. Ora vado con il quattrenne che per fortuna non è di quelli che fa la lagna davanti all’ovetto di cioccolata. Viva la torta di pere!

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