vere divagazioni (scrivo, non muoio, ma non sono io)

Io non lo so davvero, come faccia: prende in mano uno strumento ed è come se l’avesse sempre conosciuto. Oggi ha chiesto:” Posso suonare la chitarra?” “Sì”, ho risposto io. Non si sapeva nemmeno come accordarla, una chitarra, mai stata capace di suonare niente, io; abbiamo dovuto chiedere a google: accordare chitarra. Cose che se non ci pensi non te le puoi nemmeno immaginare, ma c’è un sito per accordare la chitarra: ti fa sentire la nota e tu la copi e la incolli sulla tua corda. Praticamente così: altro che diapason. Io ho pensato che avrebbe preso la chitarra per far finta, invece è lì che suona e suona davvero, cosa non si sa. Musica che non viene dalla memoria ma dalla pancia, la sua. Allora mi è venuto in mente che ogni tanto lo rimprovero, gli dico ma com’è che non cogli il gusto della scrittura, non ti vien voglia di cercare le parole, di inventare la tua lingua? E poi invece capisco, che le sue parole non son fatte di alfabeto, e che la sua lingua è suono. Io e lui non siamo uguali, mi dico. Invece siamo uguali, eccome, solo che ognuno ha il suo modo di perdersi nelle cose. 

Ecco che ha smesso con la chitarra, chissà se si è stancato di una cosa che non sa fare bene come vorrebbe, se gli è venuta voglia di pianoforte o di violoncello, che quelli li sa suonare meglio. Mi viene in mente quando, piccolino, inventava canzoni sul rumore della lavapiatti, in cucina; o quando è arrivato tutto contento a farci sentire che aveva imparato a suonare il pettine. Cosa suoni? Il pettine. Non si è mai sentito. Eppure, lui, è capace. Con la naturalezza di quello che ha capito il segreto del cosmo, e cioè che qualunque cosa è musica.

write or die, provato con angoscia

11 thoughts on “vere divagazioni (scrivo, non muoio, ma non sono io)

  1. chiara, lascia che suoni qualunque cosa; anche se non gli viene voglia di cercare il gusto delle parole, qualcos’altro sta cercando, prima o poi lo troverà, e anche se sarà una cosa che non ti aspetti, amala lo stesso perchè è sua

  2. La musica è l’unico linguaggio universale, non c’è, secondo me, nessuna possibilità espressiva più naturale ed esaltante..ed è davvero un modo di comunicare che nasce come l’arte più spontanea e fine a se stessa che l’uomo sia stato capace di “creare”!

  3. La musica prende forma in diversi modi: tu “suoni” le parole, lui il pettine.
    Il risultato è armonia ed è davvero molto piacevole da ascoltare.

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